Scritto Luned́ 08 luglio 2019 alle 19:31

Bonacina: il pranzo chiude la fortunata 'Note di Condivisione' 2019

La condivisione ritorna sul suolo lecchese, e anche quest’anno lo fa attraverso alcune delle sue “note” più apprezzate e attese: si è infatti conclusa ieri – con un la messa in rito congolese, animata dalla musica suggestiva e canti viscerali del complesso musicale africano Ngoma Jetu, seguita dal ricco pranzo in compagnia – la manifestazione concertistica “Note di Condivisione”, proposta dall’associazione “A força da partilha Onlus” in sinergia con la Mondeco Onlus di Muggiò, “Senfai”, la Parrocchia del rione di Bonacina e con il patrocinio del Comune di Lecco.

Al primo posto sotto l’occhio di bue, anche quest’anno, c’è stata in primis la musica: dall’esibizione della band pop-folk-country “nostrana” Aquaraja, con le sue canzoni in dialetto laghée accompagnate dal motto “cactus in the way”, fino alla performance in stile rock dei Riflesso di un Viaggio 2.0, per poi concludere in bellezza con “i pizzi grossi”, ovvero i Luf – con le loro “canzoni che parlano di vita comune e camuna, personaggi, storie vere e piccole perle di dialetto” cantate dal vocalist Dario Canossi – ed il cantautore dal successo nazionale Davide Van De Sfroos.

“Sapevamo che ci saremmo dovuti impegnare tanto a gestire il concerto di ieri sera, perché è arrivata tantissima gente e si è dimostrato un esperimento di uso della struttura esterna di suolo pubblico subito sotto la chiesa” ha commentato soddisfatto don Marco Tenderini, in prima linea insieme sia ai circa 50 volontari che hanno lavorato dietro le quinte della manifestazione sia ai 15 addetti alla cucina e al servizio al pranzo di condivisione di oggi. Ancora una volta, come raccontato dal parroco, i fondi raccolti saranno devoluti a sostegno di iniziative benefiche: in primis alla “Comunità Emmaus” a Recife (Brasile) fondata nell’agosto ‘96 dall’Abbè Pierre e dal “vescovo dei poveri” don Hélder Câmara, e poi affidata alla responsabilità di Luis Tenderini che oggi continua a dare lavoro a persone svantaggiate (“trapeiros") attraverso la raccolta e il riciclaggio di materiale usato; poi ancora, in Kenya, al "Progetto Sololo" avviato dal primario del Pronto Soccorso dell'Ospedale di Merate, dottor Pino Bollini, a favore di quasi 300 bambini orfani e/o abbandonati della tribù Borana. Da ultima, ma non per importanza, l’azione di accoglienza e recupero dei "Meninos de rua", ovvero i bambini e i ragazzi di strada abbandonati, portato avanti da ben 36 anni da padre Miguel, di origine belga, e da alcune suore.

Un momento non solo di condivisione, ma anche di profonda apertura, che per il tempo di un pranzo ha radunato alla stessa tavola Italia, Cuba, Brasile, Africa e moltissimi altri paesi, mentre al centro di quella babele di lingue e bandiere don Marco recitava in portoghese la preghiera: “Dai il pane a chi ha fame, e fame di giustizia a chi ha pane”.
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