Scritto Mercoledý 04 novembre 2020 alle 16:55

Olginate: le note di Ultimo, i palloncini colorati e il ricordo delle sorelle per l'addio alla dolce Bea, volata via troppo presto

"Sei la piccola stella che porto nei momenti in cui non ho luce". Sono state le note della celebre canzone di Ultimo - tanto amato dai più giovani - ad accompagnare il volo dei palloncini colorati che si sono librati verso il cielo in ricordo di Beatrice Ceraudo, la 19enne olginatese tragicamente scomparsa nella tarda serata di domenica a seguito di un grave incidente stradale avvenuto nella frazione valgreghentinese di Villa San Carlo.


Beatrice Ceraudo

Così hanno voluto salutarla per l'ultima volta i tantissimi amici che nel pomeriggio di oggi, giovedì 4 novembre, si sono radunati sul sagrato della Chiesa Parrocchiale di Olginate, impossibilitati a trovare posto tra le navate già gremite, nel rispetto delle norme anti Covid.





"Per favore Bea, cerca di far sentire in qualche modo la tua presenza tra di noi": queste le parole pronunciate a più riprese nel corso della cerimonia funebre, sia da parte di don Matteo - che ha concelebrato la funzione insieme a don Andrea - sia dalle due sorelle della ragazza, che unite in un abbraccio carico di sofferenza hanno preso la parola sull'altare per salutare personalmente la "piccola di casa", volata via troppo in fretta lasciando un vuoto incolmabile in tutti coloro che l'hanno conosciuta e amata.

VIDEO


https://youtu.be/9ZsLrP17-eU

"Continuiamo a sperare che tutto questo sia solo un incubo" hanno affermato Luana e Lucia, straziate dal dolore. "Eri la nostra bimba, ma anche la nostra forza. Sei sempre stata al nostro fianco, così pura e trasparente, stupenda dentro e fuori. Ci chiediamo perché il destino abbia voluto tutto questo, ma non abbiamo risposte. Stiamo male al solo pensiero di non poterti più abbracciare, di ridere e scherzare con te. Sappiamo per certo che tu, "zia Bea", avresti sempre circondato di amore i nostri figli, a cui tanto volevi bene. Sei volata via troppo presto, ma ci hai lasciato il dono più grande, l'amore per una sorella. Vivrai per sempre con noi, con il tuo sorriso dolce e i tuoi occhi profondi: siamo stati fortunati ad averti tra noi".




E' invece spettato a don Matteo il difficile compito di trovare le parole giuste per l'omelia della S. Messa, nel corso della quale ha voluto riportare anche un pensiero affidatogli dalle maestre e dai bambini della Scuola dell'Infanzia di Pescate, presso cui la giovane olginatese, già studentessa all'Istituto Bertacchi di Lecco, aveva svolto un tirocinio. "Dolcissima Bea, ti ringraziamo per aver fatto parte delle nostre vite, anche se per poco tempo. Sei sempre stata sorridente, paziente, collaborativa: non ti sei mai tirata indietro di fronte agli impegni, hai sempre dato la tua disponibilità anche oltre il periodo del tuo stage, partecipando volentieri alle nostre feste e alle tante attività, con il sorriso sul volto. Con la tua gioia di vivere hai subito conquistato tutti, in particolare i bimbi, che facevano a gara per stare con te. Ti chiediamo di far sentire ancora la tua presenza, di sostenere la tua famiglia che ora deve portare questo dolore troppo pesante".


Don Andrea e don Matteo. Sotto, le sorelle di Bea



"Questa terribile notizia è arrivata improvvisa e travolgente come un temporale in primavera, proprio nel momento in cui l'esistenza di Bea stava entrando nel vivo" ha detto il parroco, che a sua volta ha raccontato di aver visto più volte la 19enne "in servizio" con i piccoli di Pescate, oltre che al fianco dei suoi nonni a Garlate, "sempre sorridente, accogliente ed entusiasta". "Una tragedia violenta ti ha portata via da noi, ora ti affidiamo all'abbraccio di Dio e alla luce del paradiso" ha proseguito il sacerdote, che ha poi voluto condividere con l'assemblea un ricordo personale.





"Mi era già successo di celebrare il funerale di un giovane mancato in modo tragico. Ricordo bene le parole che la sua mamma aveva rivolto agli amici del figlio e agli altri ragazzi presenti, e penso che possano servire anche a noi oggi: "Noi adulti vi abbiamo cresciuto, vi abbiamo visto camminare, abbiamo condiviso con orgoglio i vostri risultati: avete dentro una forte esuberanza, ma vi chiedo di imparare a controllarla; non mettetevi in pericolo, perché per noi siete la cosa più preziosa". Bea ci ha lasciati senza colpa, forse si è trovata al posto sbagliato nel momento sbagliato".





"Quando la morte bussa alla porta, noi cristiani guardiamo in alto, cerchiamo la luce di Dio, che ci aiuta a non cadere nelle tenebre della disperazione" ha concluso don Matteo, invitando alla preghiera. "Nel Vangelo abbiamo ascoltato che il bene seminato conta, e che la morte è solo un passaggio verso la risurrezione. Signore, fai in modo che Bea sia ancora vicina ai suoi cari, come un angelo. Signore, non farci mancare la fiducia nella vita, la forza di avere ancora il respiro e di guardare al futuro".
Al termine della cerimonia, il feretro bianco di Beatrice Ceraudo è stato scortato tra gli applausi sul sagrato della Chiesa, per poi essere accompagnato in corteo al cimitero di Olginate.
B.P.
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