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Scritto Lunedì 30 novembre 2015 alle 14:11

Olginate: 31enne arrestato dalla Polizia, tramite il 'deep web' smerciava droga e documenti falsi, trovata anche una pistola

Non sono certo passati inosservati gli agenti della Questura di Lecco che, per l'intera giornata di giovedì 26 novembre, hanno "rivoltato come un calzino" una villetta disposto lungo via Belvedere, la strada che da Olginate conduce verso Consonno scavando perfino nel giardino dell'abitazione.

Alberto Villa

A tale dimora gli uomini della Squadra Mobile sono giunti nell'ambito di una mirata attività di controllo della rete internet, intensificata negli ultimi mesi, finalizzata, nel caso specifico, al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. L'attenzione - in virtù di una serie di elementi emersi e dall'oggettiva sproporzione tra il tenore di vita mantenuto dallo stesso e la sua capacità reddituale - si è così focalizzata su Alberto Villa, 31enne formalmente disoccupato da anni ma nelle cui disponibilità sembrerebbero esserci una Porsche Cayman - non propriamente usuale a Olginate - nonché tre moto di grossa cilindrata ed una barca ormeggiata a Garlate.

Il Questore Gabriella Ioppolo e il Capo della squadra mobile Marco Cadeddu

Un tenore di vita dunque "orientato al lusso" come hanno sottolineato gli inquirenti evidenziando poi un'altra passione del giovanotto, finito in manette all'esito della perquisizione operata nella dimora di famiglia: il web o meglio il deep web, la rete "nascosta" dove - chi è in grado di accedervi - può trovare davvero di tutto. E Alberto Villa - non hanno dubbi i poliziotti - in quell'ambiente virtuale sapeva certamente come muoversi. Lo hanno definito - senza mezzi termini - infatti un vero e proprio "hacker" sia il Questore Gabriella Ioppolo sia il capo della Squadra Mobile Marco Cadeddu.

Le pasticche di MDMA e le munizioni trovate a casa dell'arrestato

"Ci tengo a sottolineare il risultato raggiunto con questa indagine perché i colleghi hanno lavorato davvero tanto: non è stato facile trovare ciò che loro sono stati in grado di trovare" ha affermato quest'oggi la prima. "Abbiamo compiuto diversi accertamenti, alcuni anche particolarmente complessi dal punto di vista tecnico" ha rimarcato il secondo, sottolineando come si sia poi optato per "entrare in azione" operando una classica perquisizione, estesa, in contemporanea, anche ad altre abitazioni fuori provincia.

Lo stupefacente e la sostanza da taglio

Mentre infatti i suoi uomini "scandagliavano" la villetta di via Belvedere, altri colleghi si sono occupati di passare al setaccio l'appartamento della fidanzata dell'indagato, nel lodigiano nonché altri alloggi di amici a Legnano e di un soggetto di Roma il quale, secondo le informazioni già a disposizione degli inquirenti, aveva sicuramente acquistato dello stupefacente dall'olginatese a casa del quale è stato rinvenuto molto più materiale di quanto si potesse inizialmente ipotizzare.
I controlli, protrattisi nell'intera giornata, hanno consentito infatti, grazie anche al supporto di Gerry, l'unità cinofila, di scovare 600 grammi di cocaina pura, nonché sostanze da taglio necessarie per "sporzionare" il panetto; 4,5 chili di hashish e svariate pastiglie di MDMA, per complessivi 100 grammi circa con parte dello stupefacente inserito addirittura in un pozzetto fognario presente nel giardino della dimora.

La pistola e parte delle banconote

Trovata anche una pistola di fabbricazione austriaca calibro 9x18 con matrice abrasa nonché contante per 32.000 euro, in banconote da 50 euro l'una occultate all'interno di libri "scavati" a tale scopo e diverso materiale per la produzione di documenti falsi, tra le quali tessere bianche ma anche altre già arrecanti il logo della Repubblica Italiana con ottima fattura. Nel corso della perquisizione è "saltato fuori" poi - nonostante la scarsa collaborazione dimostrata dall'indagato - anche un "paper wallet", un portafoglio elettronico con il deposito di 33 bit coin, la moneta virtuale usata in rete, con un corrispondente valore reale di 11.000 euro. "Pensiamo che oltre all'attività principale e dunque la droga, Villa si stesse allargando anche alla produzione di documenti falsi" ha evidenziato il dr. Cadeddu, sottolineando la pericolosità di tale seconda attività illecita contestata all'arrestato, soprattutto in questo periodo storico.

I libri scavati per ospitare il contante. In casa rinvenuta anche una maschera antigas

"Lui stesso usava carte contraffatte per operare nel circuito del credito, all'interno del quale movimentava di continuo denaro per essere difficilmente tracciabile e avere al tempo stesso liquidità". Per provare dunque a ricostruire i "traffici" del giovanotto, il poliziotti hanno sequestrato anche tutti i dispositivi trovati nello "studio" in uso allo stesso: diversi pc di ultima generazione, uno utilizzato certamente per accedere al deep web ma anche stampanti di cui una addirittura in 3D.

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Con il supporto di tecnici specializzati, infatti, "abbiamo già messo in sicurezza tutto l'archivio, facendo un back up forense di tutto quanto" ha proseguito il numero uno della Mobile rimarcando però come il 31enne si servisse di un "complesso sistema di criptazione dei dati", molti dei quali una volta archiviati venivano automaticamente cancellati dal sistema che li rendeva così non tracciabili.
Con destinazione certa sono invece risultati essere i pacchi postali, già confezionati, attraverso il quale, da Olginate, la droga tagliata dall'arrestato era pronta a partire per l'Austria e l'Australia. E certo è anche il valore, al dettaglio, dello stupefacente trovato nell'abitazione dell'olginatese: 100.000 euro il potenziale ricavo solo dalla coca, 50.000 euro dall'hashish e 10.000 euro circa dalle pasticche. Un gruzzoletto non indifferente, insomma.

Le tessere bianche per la stampa dei documenti contraffatti

Già comparso dinnanzi al giudice che ne ha convalidato il fermo, Alberto Villa si trova ora presso la locale casa circondariale. Le accuse a suo carico vanno dalla detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, con finalità anche internazionale al possesso e alla fabbricazione di documenti identificativi falsi passando per la falsità materiale commessa da privato in atto pubblico alla contraffazione dei sigilli fino ad arrivare alla detenzione di arma clandestina e delle relative munizioni.
A.M.
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