
Alberto Villa
A tale dimora gli uomini della Squadra Mobile sono giunti nell'ambito di una mirata attività di controllo della rete internet, intensificata negli ultimi mesi, finalizzata, nel caso specifico, al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. L'attenzione - in virtù di una serie di elementi emersi e dall'oggettiva sproporzione tra il tenore di vita mantenuto dallo stesso e la sua capacità reddituale - si è così focalizzata su Alberto Villa, 31enne formalmente disoccupato da anni ma nelle cui disponibilità sembrerebbero esserci una Porsche Cayman - non propriamente usuale a Olginate - nonché tre moto di grossa cilindrata ed una barca ormeggiata a Garlate.
Il Questore Gabriella Ioppolo e il Capo della squadra mobile Marco Cadeddu
Un tenore di vita dunque "orientato al lusso" come hanno sottolineato gli inquirenti evidenziando poi un'altra passione del giovanotto, finito in manette all'esito della perquisizione operata nella dimora di famiglia: il web o meglio il deep web, la rete "nascosta" dove - chi è in grado di accedervi - può trovare davvero di tutto. E Alberto Villa - non hanno dubbi i poliziotti - in quell'ambiente virtuale sapeva certamente come muoversi. Lo hanno definito - senza mezzi termini - infatti un vero e proprio "hacker" sia il Questore Gabriella Ioppolo sia il capo della Squadra Mobile Marco Cadeddu.
Le pasticche di MDMA e le munizioni trovate a casa dell'arrestato
"Ci tengo a sottolineare il risultato raggiunto con questa indagine perché i colleghi hanno lavorato davvero tanto: non è stato facile trovare ciò che loro sono stati in grado di trovare" ha affermato quest'oggi la prima. "Abbiamo compiuto diversi accertamenti, alcuni anche particolarmente complessi dal punto di vista tecnico" ha rimarcato il secondo, sottolineando come si sia poi optato per "entrare in azione" operando una classica perquisizione, estesa, in contemporanea, anche ad altre abitazioni fuori provincia.
Lo stupefacente e la sostanza da taglio
Mentre infatti i suoi uomini "scandagliavano" la villetta di via Belvedere, altri colleghi si sono occupati di passare al setaccio l'appartamento della fidanzata dell'indagato, nel lodigiano nonché altri alloggi di amici a Legnano e di un soggetto di Roma il quale, secondo le informazioni già a disposizione degli inquirenti, aveva sicuramente acquistato dello stupefacente dall'olginatese a casa del quale è stato rinvenuto molto più materiale di quanto si potesse inizialmente ipotizzare.
La pistola e parte delle banconote
Trovata anche una pistola di fabbricazione austriaca calibro 9x18 con matrice abrasa nonché contante per 32.000 euro, in banconote da 50 euro l'una occultate all'interno di libri "scavati" a tale scopo e diverso materiale per la produzione di documenti falsi, tra le quali tessere bianche ma anche altre già arrecanti il logo della Repubblica Italiana con ottima fattura. Nel corso della perquisizione è "saltato fuori" poi - nonostante la scarsa collaborazione dimostrata dall'indagato - anche un "paper wallet", un portafoglio elettronico con il deposito di 33 bit coin, la moneta virtuale usata in rete, con un corrispondente valore reale di 11.000 euro. "Pensiamo che oltre all'attività principale e dunque la droga, Villa si stesse allargando anche alla produzione di documenti falsi" ha evidenziato il dr. Cadeddu, sottolineando la pericolosità di tale seconda attività illecita contestata all'arrestato, soprattutto in questo periodo storico.
I libri scavati per ospitare il contante. In casa rinvenuta anche una maschera antigas
"Lui stesso usava carte contraffatte per operare nel circuito del credito, all'interno del quale movimentava di continuo denaro per essere difficilmente tracciabile e avere al tempo stesso liquidità". Per provare dunque a ricostruire i "traffici" del giovanotto, il poliziotti hanno sequestrato anche tutti i dispositivi trovati nello "studio" in uso allo stesso: diversi pc di ultima generazione, uno utilizzato certamente per accedere al deep web ma anche stampanti di cui una addirittura in 3D.
Le tessere bianche per la stampa dei documenti contraffatti
Già comparso dinnanzi al giudice che ne ha convalidato il fermo, Alberto Villa si trova ora presso la locale casa circondariale. Le accuse a suo carico vanno dalla detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, con finalità anche internazionale al possesso e alla fabbricazione di documenti identificativi falsi passando per la falsità materiale commessa da privato in atto pubblico alla contraffazione dei sigilli fino ad arrivare alla detenzione di arma clandestina e delle relative munizioni.