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Scritto Martedì 08 marzo 2016 alle 08:39

Germanedo: con ''Petali dal Mondo'' in un libro raccolte le emozioni dei nonni adottivi

I bambini adottati hanno alle spalle un percorso, si portano dietro un  bagaglio personale che deve essere integrato nella storia della famiglia di "approdo". Un compito, questo, che spetta in fondo ai nonni adottivi forse ancor più che agli stessi  genitori: sono loro, infatti, protagonisti e artefici di una genitorialità "riuscita", a rappresentare la più viva testimonianza che in quella famiglia vi è presenza, continuità, impegno, rassicurando così il bambino dinnanzi alla paura di un "abbandono" che in un modo o nell'altro ha già conosciuto. E' questa, in sintesi, la profonda consapevolezza emersa nella serata promossa presso la sala riunioni del centro civico di Germanedo, durante la presentazione del libro "Nonni adottivi: mente e cuore per una nonnità speciale", l'appuntamento che ha rappresentato il momento conclusivo di un ciclo di incontri promossi dall'associazione Raccontiamo l'Adozione di Lecco.

Milena Dalcerri

 

La serata, che ha richiamato l'attenzione di un numeroso pubblico, è stata condotta dalle autrici stesse del libro: Milena Dalcerri, giudice onorario del Tribunale per i Minorenni di Milano e conduttrice del gruppo dei nonni adottivi dell'associazione Petali dal Mondo; Anna Colombo, mamma adottiva e volontaria del gruppo di Tradate; Sonia Negri, mamma adottiva nonché fondatrice dell'associazione e collaboratrice del Centro di Terapia dell'Adolescenza di Milano. 
È stato proprio dall'incontro di Milena Dalcerri e Sonia Negri, all'indomani del già avvenuto ritiro della prima dal Tribunale per i Minorenni dopo 40 di lavoro in materia di adozioni, a far balenare l'ipotesi del libro. "Con il nostro incontro, i fili del destino si sono riannodati ed è partita l'idea di iniziare un lavoro con i nonni adottivi. Abbiamo infatti pensato che anche loro avessero bisogno di macinare alcuni argomenti che i genitori avevano già affrontato" ha spiegato Milena Dalcerri.
Da lì l'avvio di un percorso affascinante, durato 4 anni,  composto da tre incontri l'anno interamente dedicati ai nonni, dove essi hanno potuto conoscere e approfondire la questione e scambiare le proprie esperienze,  e un appuntamento finale dove loro e i genitori hanno provato a "unificare" le reciproche prospettive. Ne è risultato un lavoro interessante, efficace, che ha entusiasmato a tal punto da volerne mettere nero su bianco i contenuti, le esperienze. 

Anna Colombo e Sonia Negri

"Abbiamo proposto ai nonni di scrivere qualcosa in merito ai loro pensieri, le loro emozioni. Ne  sono uscite delle cose bellissime che meritavano di essere inquadrate in un più ampio quadro scientifico per essere lette anche dagli addetti ai lavori" ha proseguito Milena.  "E' stata sorprendente la loro risposta, si sono messi in gioco totalmente in questioni molto intime e private, davanti a persone di fatto sconosciute. Il libro rappresenta la cassa di risonanza del loro lavoro" le ha fatto eco Anna Colombo.
Composto da poesie ed estrapolati di alcuni passaggi da loro messi su carta, "Nonni adottivi: mente e cuore per una nonnità speciale" è quindi un concentrato di vissuto che arriva al cuore e che può dare spunti nuovi rispetto all'adozione, raccontando allo stesso tempo l'entusiasmo ma anche le resistenze, le titubanze iniziali nei confronti di una situazione "nuova".

"L'adozione è questa: un'esperienza che può iniziare con delle paure ma che ti cambia la vita  e di fatto te la migliora" ha assicurato Sonia, una delle autrici, alla luce della sua personale esperienza come mamma adottiva. Rispetto alle titubanze di alcuni, come emerge dal libro, altri rispondono invece sin dall'inizio con lo slancio istintivo di buttarsi a capofitto nella nuova relazione, con il rischio di non capirne le caratteristiche che le sono proprie. "Comprendere la differenza tra nonnità adottiva e biologica è stato un momento cruciale del lavoro svolto all'interno dell'associazione. Partendo da un'iniziale negazione di tale differenza, gli adulti hanno riflettuto sino a far emergere le differenze che esistono e che si sono rivelate risorse" hanno raccontato le autrici.

Le tre protagoniste della serata

Le differenze, ben lungi dall'accezione negativa del termine, si sono quindi fatte sentire a tutti i livelli, a partire dall'attesa dell'arrivo del bambino in famiglia, un momento carico di curiosità ma anche di timori. Differenze, poi, si sono riscontrate anche al momento dell'incontro, a volte vissuto attraverso uno schermo, altre volte dal vivo con un bambino già grandicello che non conosce la lingua. In ogni caso si tratta di un momento a cui i nonni si sono riferiti in termini sempre positivi: "incontro da sogno", "portatore di emozioni indescrivibili", "amore a prima vista", ma anche un "ritrovarsi dopo una lunga assenza", come se in qualche modo ci le loro vite si "appartenessero" già.
E dopo l'incontro, ancora e soprattutto, la vita insieme, il lungo momento di conoscenza reciproca e crescita che porta alla conquista più importante: "comprendere che lui è il nostro nipotino, è il frutto dell'amore speciale di due genitori speciali", si legge in una testimonianza del libro.
Tra pensieri e parole, incontri, scambi e confidenze, i nonni hanno quindi capito che i bambini adottati, ancor più che quelli biologici, hanno bisogno di mettere radici nella  famiglia d'approdo: laddove i genitori sono il prato, i nonni rappresentano quindi la terra, il sottosuolo che permetterà  a queste radici di affondare in essa e ad essa ancorarsi. 
G.A.
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