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Scritto Sabato 17 dicembre 2016 alle 09:23

Banca Etruria, anche l’avvocato lecchese Alberto Bonaiti risulta indagato

C’è anche l’avvocato lecchese Alberto Bonaiti tra i destinatari di un avviso di garanzia notificato dalla Procura di Arezzo, nell’ambito dell’indagine relativa ad alcuni finanziamenti approvati dal consiglio di amministrazione di Banca Etruria e del Lazio.
Bancarotta fraudolenta l’ipotesi di reato contestata a 22 tra amministratori e dirigenti dell’istituto di credito, tra cui figura anche Bonaiti che fino al 2013 risultava membro del cda.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore Roberto Rossi, riguarda finanziamenti per un valore complessivo di circa 200 milioni di euro, distribuiti – secondo l’accusa – a società che facevano riferimento anche ad alcuni consiglieri. L’avvocato Bonaiti, ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini, ha specificato in una nota che l’attività oggetto di indagine nei suoi confronti riguarda alcune delibere approvate tra il 2008 e il 2011, e si riserva di esaminare tutta la documentazione nella consapevolezza di aver sempre agito rispettando la legge.  
Per i 22 indagati l’accusa è di bancarotta fraudolenta in concorso, per alcuni di loro aggravata anche dal conflitto di interessi. Le indagini della Procura di Arezzo sono state estese a tutti i componenti dei consigli di amministrazione presieduti da Elio Faralli e Giuseppe Fornasari, ma gli avvisi di garanzia sono stati notificati a coloro che avrebbero approvato i finanziamenti oggetto di indagine, unitamente ad alcuni dirigenti.
Questi i loro nomi: Federico Silvestro Baiocchi, Sergio Bertani, Alberto Bonaiti, Luigi Bonollo, Ugo Borgheresi, Luca Bronchi, Piero Burzi, Giovan Battista Cirianni, Giampaolo Crenca, Laura Del Tongo, Enrico Fazzini, Augusto Federici, Giuseppe Fornasari, Paolo Luigi Fumi, Giorgio Natalino Guerrini, Giovanni Inghirami, Carlo Maggiore, Andrea Orlandi, Carlo Platania, Alberto Rigotti, Lorenzo Rosi e Rossano Soldini.
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