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Scritto Giovedì 02 marzo 2017 alle 17:56

Cremeno: l'intenzione di 'bonificare' la Besonda sembra esserci, primi interventi sull'area sequestrata

La Besonda potrebbe finalmente rinascere a nuova vita. O almeno i titolari dell'azienda agricola di Cremeno posta sotto sequestro una settimana fa dopo l'intervento del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Lecco su disposizione della Procura della Repubblica, parrebbero aver preso sul serio le prescrizioni del dottor Massimo Zucchi, nominato amministratore giudiziario dal sostituto procuratore titolare dell'indagine.

Teli accatastati su di un carro

Due le richieste avanzate dal commercialista lecchese ai fratelli Giuseppe e Franco Frigerio: nominare, nell'arco di 7 giorni, un professionista che si faccia carico di un primo piano di bonifica dei circa 3 ettari di terreno di pertinenza della fattoria, arroccata sulla sommità di una "Infected Hill" come l'hanno ribattezzata i finanzieri essendo il fronte "intriso" di materiale organico disseminato anche da rifiuti pericolosi nonché attivarsi per conferire correttamente gli pneumatici, i teli in PVC solitamente utilizzati per imballare il fieno e le lastre di eternit stoccati a cielo aperto, come emerso nel corso dell'accesso della scorsa settimana.

Teli interrati lungo la collina

"Martedì sono stato contatta dall'ingegnere incaricato alla redazione del piano di esecuzione della bonifica" ha affermato il dottor Zucchi, confermando anche di essere stato notiziato circa un primo intervento di pulizia della vasca di laminazione per la raccolta degli escrementi presente in azienda, con la rimozione da parte di una ditta specializzata del liquame in essa presente e una prima "raschiatura" del fondale ormai incrostato da oltre un metro di materia. Domani, poi, tempo permettendo essendo previsti rovesci su tutto il territorio lecchese, a Cremeno interverrà anche un mezzo pesante dotato di ragno per prelevare i copertoni e la plastica abbandonata in grandi cassoni "scovati" nelle vicinanze della stalla.
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L'intervento risoluto dell'Autorità giudiziaria, supportata operativamente dai finanzieri agli ordini del tenente colonnello Mario Leone Piccinni, sembrerebbe dunque aver portato, dopo anni d'inerzia, all'avvio di un processo di "disinfettazione" dell'area, di proprietà - tra l'altro - di altro soggetto, anch'egli destinatario della medesima diffida a firma del dottor Zucchi.

Al momento dunque non parrebbe rendersi necessario "trasferire" gli animali ed in particolare le mucche, fonte d'entrata per i titolare della fattoria. Proseguono intanto gli accertamenti per la definizione delle responsabilità in ordine alla situazione riscontrata alla Besonda. Non si esclude l'iscrizione nel registro degli indagati di ulteriori persone, oltre ai due fratelli.
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A.M.
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