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Scritto Giovedì 01 giugno 2017 alle 12:58

Operazione Capolinea: giro d’affari di 2 milioni e 1000 clienti, lo spaccio anche nel lecchese. 8 in arresto tra cui una donna

Sette marocchini e un senegalese, cinque dei quali presenti sul territorio italiano senza un regolare permesso di soggiorno, tutti di età compresa tra i 20 e i 45 anni. Tra di loro anche una donna.
È questo il “profilo” degli otto stranieri a carico dei quali nei giorni scorsi gli agenti della Polizia di Stato - Squadra Mobile della Questura di Lecco hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’Operazione “Capolinea”: coordinata dal Sostituto Procuratore della Procura di Lecco Dott.ssa Silvia Zannini, l’attività di indagine ha preso avvio nell’aprile 2016 a seguito di mirati servizi di osservazione e studio del comportamento di alcuni spacciatori che operavano in modo particolare nei pressi delle stazioni ferroviarie, offrendo sostanze stupefacenti di varia natura (cocaina, eroina e hashish) ad utenti di diverse categorie sociali e fasce d’età.

Il capo della Squadra Mobile di Lecco Marco Cadeddu

“In meno di un anno si è formato un giro d’affari di circa due milioni di euro, con almeno un migliaio di clienti” ha spiegato il capo della Squadra Mobile di Lecco Marco Cadeddu.
“Complessivamente sono state emanate 14 ordinanze di custodia cautelare: 6 soggetti sono risultati irreperibili, ma contiamo di catturarli nel giro di poco tempo. Gli spacciatori sono stati fermati tra Inverigo, Garbagnate Monastero, Novara, Milano e Lecco, per poi essere tradotti in carcere a Pescarenico, San Vittore e Como. L’operazione ha preso il nome di “Capolinea” per il fatto che i consumatori raggiungevano la zona di spaccio da diverse Province lombarde a bordo di treni per poi fermarsi a Civate o a Sala al Barro e consumare le sostanze acquistate nei boschi adiacenti alle stazioni. I lunghi periodi di osservazione, lo stupefacente recuperato dai clienti e le parallele attività tecniche hanno permesso di ricostruire un vasto giro di spaccio gestito da quattro diverse squadre di venditori indipendenti – non coordinate e probabilmente anche “in concorrenza” tra di loro – che si spartivano la piazza nei Comuni di Annone Brianza, Lecco, Barzanò, Molteno, Nibionno, Suello, Civate, Galbiate, Garbagnate Monastero e Castello Brianza”.

Quasi tutti pregiudicati, con precedenti specifici, gli otto spacciatori utilizzavano per le loro consegne – effettuate anche direttamente a domicilio – autovetture prese a noleggio o intestate a prestanome. Dei veri e propri “imprenditori”, sempre attenti alle richieste degli utenti e in grado di fidelizzare i propri clienti anche con piccole “donazioni” e sconti da “supermercato”.
“Il loro metodo era ben collaudato: un centralinista prendeva le ordinazioni dei clienti per poi gestire le consegne con i numerosi “cavallini” presenti sul territorio” ha proseguito Cadeddu.
“La droga veniva venduta al prezzo di 40 euro per dose di cocaina, 20 euro a grammo per l’eroina e 5 euro a grammo per l’hashish: in questo quadro, in particolare, si conferma la diffusione sempre più capillare di eroina, che può ancora essere mantenuta a prezzi piuttosto bassi, mentre stanno emergendo anche i primi segnali di un preoccupante ritorno all’uso delle siringhe”.

Tra gli otto soggetti catturati dalla Squadra Mobile di Lecco figura anche uno dei principali spacciatori operanti nella piazza lecchese, in modo particolare all’interno di Villa Gomes e nella zona boschiva di Maggianico, dove nel recente passato si è registrato un certo allarme sociale: si tratta di un magrebino – clandestino, B.M. le iniziali – classe 1975, tratto in arresto nella sua abitazione in Vicolo Madonnina nel rione di Pescarenico, che vendeva droga di diverso tipo anche a giovanissimi studenti delle scuole medie.
Benedetta Panzeri
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