Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 69.966.455
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Giovedì 08 giugno 2017 alle 15:11

'Timori' a Perledo per il trasferimento di 6 profughi, Lecco dice basta a nuovi arrivi

In Italia quando si parla di immigrati gli animi si scaldano e Perledo non fa certo differenza. Lunedì 12 giugno è previsto il trasferimento di sei giovani richiedenti asilo, che al momento si trovano presso il Centro di Accoglienza Straordinario (Cas) di Maggianico gestito dalla "Sacra Famiglia", verso l'Istituto di cura della frazione Regoledo. Si aggiunge così anche Perledo ai comuni del lecchese che aderiscono all'accoglienza diffusa e ospitano la loro "quota" di richiedenti asilo in attesa di ottenere, o vedersi respingere, lo status di rifugiato. Per chiarire qualsiasi dubbio sull'argomento, l'amministrazione del sindaco Fernando De Giambattista, nella serata di martedì, ha organizzato un incontro con la popolazione dal titolo "Immigrati: accoglienza diffusa o convenzioni casuali?".

Al centro Carlo Signorelli

Il comune di Perledo aderisce quindi al progetto Sprar (Servizio di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), l'accordo pattuito nel 2015 tra Anci e Ministero dell'Interno, che stabilisce un numero massimo di sei rifugiati per i comuni al di sotto di 2000 abitanti. A differenza dei Cas, che sono strutture emergenziali per l'accoglienza immediata sotto il controllo della Prefettura (ne abbiamo due esempi a Maggianico e Cremeno, che ospitano rispettivamente 75 e 131 persone), l'adesione al progetto Sprar permette un percorso di inserimento dei richiedenti nel tessuto sociale della comunità e garantisce un'accoglienza ordinata, secondo un criterio numerico compatibile alle realtà territoriali.

Manila Corti e Fernando De Giambattista

É stato Carlo Signorelli, presidente della Comunità montana, insieme alla dirigente Servizi Sociali e responsabile per l'immigrazione Manila Corti, a spiegare i vantaggi del dispositivo di accoglienza che ha in parte sanato la grave emergenza umanitaria di due anni fa.
"A quei sindaci che collaborano - ha assicurato - le prefetture garantiranno che non verrà aperta nessun'altra struttura resasi disponibile da contingenze e questioni economiche".

Pierantonio Rizzi, direttore dell'Istituto Sacra Famiglia

Nel lecchese, però, la necessità di ricollocare i profughi ospiti del Bione (in vista dei primi accertamenti propedeutici alla realizzazione della nuova caserma dei vigili del fuoco) rischia però di mettere nuovamente in ginocchio il sistema. E' per questo motivo che, nei giorni scorsi, Signorelli e il sindaco Virginio Brivio hanno comunicato al Prefetto che verrà sottoscritta una lettera al Ministero degli Interni, con la richiesta di interrompere i nuovi arrivi nel capoluogo.
Intanto la popolazione di Regoledo è preoccupata. Nonostante le rassicurazioni degli operatori della Sacra Famiglia, che hanno selezionato sei ragazzi presenti già da un anno e mezzo a Maggianico, gli abitanti della frazione temono per la propria sicurezza, essendo la frazione isolata, "terra di nessuno". "Due anni fa il figlio di un vicino ha organizzato un rave party nei pressi di casa causando dei danni", ha raccontato una cittadina presente in sala." Ho chiamato i carabinieri e hanno impiegato due ore ad arrivare". 

Il sindaco De Gianbattista ha difeso la decisione della sua amministrazione, motivando la scelta di avere un'accoglienza ordinata e numericamente limitata, piuttosto che un'imposizione dall'alto che porterebbe un numero ben più elevato di persone. E ha riportato un dato paradossale: la presenza, già ora, in paese di 62 persone residenti e di etnia diversa da quella italiana.
Ma a colpire è stata anche un'altra verità: per quanto riguarda la sponda orientale del lago, i comuni di Lierna, Varenna, Bellano e Dervio non ospitano ancora nessun profugo. Alla faccia dell'accoglienza diffusa.
Si.A
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco