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Scritto Lunedì 26 giugno 2017 alle 08:50

Lecco perduta/68: il museo del lago e la triste fine della 'Dalia'

La festa del lago del 1997, vent’anni or sono, registrò un numero strabocchevole di visitatori sulla motonave Dalia, il museo galleggiante del vecchio Lario, collocato sul natante ormeggiato nelle vicinanze della stazione del servizio di navigazione lacuale.
    Si confermò, così, la valenza, non solo storico-culturale ma anche turistica, dell’iniziativa varata nell’autunno 1994 dall’Associazione per la conservazione della storiografia della navigazione sul lago, animata da Marco Cariboni e da altri volontari soci della Canottieri Lecco.
    L’Associazione era stata costituita a fine 1991 e due anni dopo recuperava la motonave Dalia, destinata alla demolizione, fissando il natante alla sponda lecchese, nel tratto tra imbarcadero e statua di San Nicolò. Il museo galleggiante venne allestito destinando a sale di esposizione i locali passeggeri del Dalia.
    Il museo suscitò subito un crescente interesse, con l’esposizione di foto e documenti, dai vecchi cantieri nautici in zona Lazzaretto, sino al leggendario sommergibile C3 di Pietro Vassena e la sua immersione record del 1948 nella fossa di Nesso, non lontano da Argegno, base di partenza della straordinaria impresa, nel punto di maggiore profondità dell’intero Lario.
    I cimeli allineati rievocavano “memorie” sulla riva di piazza Cermenati, ben diversa dall’attuale, quando era una banchina di porto per l’approdo di comballi e lo scarico delle merci. I promotori del Dalia intendevano far divenire il museo galleggiante un punto di animazione durante tutta la stagione estiva. Venne reso noto che la nave sarebbe stata aperta al pubblico ogni sabato e domenica, sia al mattino che al pomeriggio. Una novità interessante riguardava il mese di agosto, quando il Dalia sarebbe stato visitabile tutte le sere. Le passeggiate vespertine di lecchesi e di turisti potevano essere accompagnate dalle bandiere al vento del Tivano e dall’illuminazione multicolore del Dalia, che dalla cabina del nocchiero si allungava sino alla prua, sagomando un angolo belvedere, a poppa.
    Purtroppo, sappiamo che il futuro del Dalia non ebbe le fortune previste dai primi anni di apertura. Lo stesso museo del vecchio lago subì incursioni vandaliche e di furti durante la notte.
Il museo del lago lasciò poi lo spazio ad iniziative di ristoro e di bar galleggianti, non sempre con risultati fortunati. Quale sarà il futuro del Dalia, che oggi appare solitario e dismesso all’approdo del lungolago? Si suggerì anche di trasferire il natante presso la minuscola Isola Viscontea, che stava conoscendo il boom di visitatori e di popolarità, registrati con le iniziative promosse da Appello per Lecco. Ma anche sull’Isola Viscontea è caduto da tempo, purtroppo, il silenzio.
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