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Scritto Martedì 25 luglio 2017 alle 17:10

Resinelli: al via il processo a un allevatore. Avrebbe maltrattato i suoi cani e il gregge

Il ''blitz'' era scattato a seguito di una segnalazione inoltrata al Corpo forestale dello Stato, dalla Leidaa-Lega italiana per la difesa degli animali. Nel luglio 2013 infatti, più di un centinaio di animali erano finiti sotto sequestro per presunti maltrattamenti da parte del loro proprietario, Claudio F., allevatore residente a Molteno.
A distanza di quattro anni da quell'episodio, stamani in tribunale a Lecco - al cospetto del giudice monocratico Nora Lisa Passoni - è entrato nel vivo il procedimento penale nei suoi confronti, scaturito dall'apertura di un fascicolo d'indagine a suo carico e dalla successiva citazione diretta a giudizio decisa dal pubblico ministero.
Secondo il quadro accusatorio (ancora tutto da dimostrare), l'allevatore avrebbe sottoposto gli animali a comportamenti e fatiche insopportabili, lasciando i cani legati per giorni ad una catena di ferro troppo corta per consentire loro di abbeverarsi, in condizioni igieniche pessime, avendo peraltro estratto i canini a tre di essi mediante l'utilizzo di una tenaglia. Una condotta analoga sarebbe stata manifestata dal moltenese nei confronti del gregge di pecore (144 per la precisione) che facevano la spola tra la sede dell'azienda agricola di Molteno e il pascolo ai Piani dei Resinelli, dove gli animali sostavano per buona parte dell'anno, prima di scendere a valle secondo l'antico rito della transumanza.
Insomma, un'indagine, quella portata avanti dal Corpo forestale dello Stato, che era costata al 63enne una denuncia per maltrattamento di animali (secondo l'articolo 544 ter del codice penale).
Il sopralluogo era stato condotto dalle forze dell'ordine del comandante Andrea Turco - alla presenza di un veterinario dell'Asl e dell'allora presidente di Leidaa, Michela Vittoria Brambilla - sia a Molteno, dove erano stati rinvenuti i cani pastore, poi sequestrati, sia ai Piani dei Resinelli dove si trovava la gran parte degli animali riconducibili all'azienda agricola di proprietà dell'imputato.
L'udienza di stamani in tribunale a Lecco è durata non più di qualche minuto: l'avvocato Paolo Rivetti, difensore di fiducia di Claudio F., ha sollevato un'eccezione relativa alla genericità (a suo dire) del capo di imputazione, respinta però dal giudice Passoni che l'ha ritenuta tardiva.
Si torna quindi in aula il prossimo 21 febbraio, quando l'istruttoria potrà proseguire con la deposizione dei primi testi citati dalla pubblica accusa, quest'oggi rappresentata dal vice procuratore onorario Pietro Bassi.
G.C.
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