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Scritto Lunedì 04 settembre 2017 alle 09:11

Lecco Perduta/78: la ''fiamma'' teatrale è spenta. Riaccenderà?

Era l’anno 1966 quando, sul palcoscenico del Teatro del Sagrato, presso l’oratorio San Luigi di Lecco centro, andava in scena “La fiamma non si spegne”, dramma in tre atti di Davide Susani. Il dramma era interpretato dalla Compagnia Giovani del Sagrato, che l’anno precedente aveva portato alla ribalta presso l’Europa, l’ex Cinema Impero di via San Nicolò, un altro dramma, “Il quale fu crocefisso”. Entrambi ebbero lusinghiero successo.
La Compagnia dei Giovani del Sagrato vedeva tra gli attori della “Fiamma”, Antonio Bonfanti, Giosuè Moscaritolo, Giulio Spreafico, Giuseppe Masseretti, Adriano Spina, Sandro Lodetti, Giancarlo Palma, Vittorio Ronzoni e Paolo Cattaneo. Erano giovani di professioni diverse: Giosuè Moscaritolo ed Adriano Spina erano due vigili urbani, il primo già noto alla ribalta anche come il don Rodrigo nel corteo manzoniano dell’ELMA nel 1965. Giulio Spreafico, che era anche il regista, era nipote di Pio che aveva avuto un riconoscimento alla sua intensa carriera teatrale amatoriale quando era stato chiamato dal commediografo Carlo Maria Pensa, lecchese di nascita, ad interpretare nel “tempio” del teatro dialettale milanese, il Gerolamo, la commedia “I ligera”.


“La fiamma che non si spegne” aveva visto come scenografo Giampiero Colombo ed addetto alle luci Giancarlo Borroni. La Compagnia era nata nell’entusiasmo di poter avere un nuovo, moderno locale teatrale, appunto il Sagrato, che veniva anche chiamato Cinema Aquilone per la proiezione di pellicole per ragazzi. Era stato inaugurato nel febbraio 1958, dopo importanti lavori di ristrutturazione su progetto dell’architetto Bruno Bianchi. I lavori avevano completamente rinnovato il teatrino dell’oratorio, risalente all’inizio del Novecento. La serata inaugurale vide la presenza del vicario generale della diocesi di Milano, mons. Sergio Pignedoli, che sarà poi cardinale e nunzio apostolico in centro Africa, negli anni delicati della fine delle colonie. Il nome di Pignedoli era indicato tra i probabili successori di Papa Paolo VI, quando venne eletto il cardinale Albino Luciani, nel 1978. Si tornò a parlare di Pignedoli dopo il brevissimo pontificato di Giovanni Paolo I, ma uscì a sorpresa il Papa polacco, oggi San Giovanni Paolo II.
L’entusiasmo suscitato da una nuova struttura teatrale portò alla costituzione della Compagnia Giovani del Sagrato, che ereditava una tradizione filodrammatica oratoriana, che aveva visto negli anni dopoguerra ’45 la compagnia Tullio Bianchi. La Compagnia Giovani del Sagrato ebbe un periodo di intensa attività, anche grazie alla regia di Renato Tedoldi, che era pure brillante attore e presentatore, giunto a Lecco nel 1957 per ragioni di lavoro dalla nativa Brescello.
I commenti del 1966 alla “Fiamma che non si spegne” auguravano che la stessa, sull’onda di un crescente successo, “non abbia mai a spegnersi” per rinnovare la tradizione del teatro amatoriale lecchese. Purtroppo l’augurio non si è avverato, anche perché il trascorrere degli anni ha reso inagibile il Sagrato, ora in attesa della ristrutturazione generale del vecchio oratorio San Luigi. C’è la speranza che la fiamma di un tempo, quando il nuovo centro parrocchiale San Nicolò verrà realizzato, possa essere rilanciata dalle nuove generazioni.
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A.B.
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