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Scritto Domenica 15 ottobre 2017 alle 16:28

Malgrate: festeggiati gli anniversari di nozze. Le coppie dal traguardo dei 60 anni ai primi 5

“Oggi, nella terza domenica di ottobre, festeggiamo la dedicazione del Duomo di Milano al Signore. Si celebra così la bellezza della Chiesa, che è fatta non di mura ma di persone. Per questo motivo è davvero bello e significativo che in questa stessa giornata, qui a Malgrate, noi festeggiamo gli anniversari di matrimonio, nel giorno dedicato alla chiesa che è viva ed è fatta di ognuno di noi”. Con queste parole don Andrea Lotterio, parroco di Malgrate, ha aperto stamane il discorso indirizzato ai tanti sposi riunitisi in chiesa a rinsaldare il proprio legame matrimoniale.

La coppia più longeva con don Andrea

“Come un uomo che va a prendere in consegna la propria sposa, così è la strada che il Signore compie ogni giorno per venire a prendere ciascuno di noi, che siamo tutti 'sua sposa': ci viene a cercare, a prendere, aspetta quindi la nostra risposta”  ha spiegato sottolineando l'importanza di un percorso scelto e condiviso tra i due coniugi.
Tante le coppie presenti in chiesa, appartenenti a diverse generazioni: da quell'unica che festeggiava il traguardo 60 anni di matrimonio, giù giù a scalare sino ai primi 5 anni di nozze.
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Rivolgendosi alle coppie più longeve, don Andrea ha quindi osservato: “la persona che avete scelto vi sta accanto da così lungo tempo. Il giorno del vostro matrimonio siete diventati la realtà vivente di Gesù che ama la sua Chiesa, e voi lo raccontate a tutto il mondo”. Allargando poi il discorso a tutti, anche alle coppie più giovani, il parroco ha quindi sottolineato che “le cose faticose sono quelle che perdiamo nel nostro cammino, quelle belle invece sono quelle che rimangono. Non importa da quanto siete sposati: sappiate che Dio fa belle tutte le cose”. L'invito è stato quindi quello di abbandonare tutto ciò che “porta l'immagine di un idolo e allontana dal Signore”, e porre al centro “quello che davvero conta”, indirizzati nelle proprie scelte da una domanda prima di tutto: “Chi è Gesù per me, per noi, per la nostra famiglia?”.
“L'uomo vive dell'amore che riceve e che dona” ha concluso quindi il suo discorso don Andrea. “E' questa una consapevolezza, ma anche l'augurio che spero accompagni i vostri giorni”.
Durante la celebrazione, come da rito, si è proseguito con la preghiera degli sposi, i “ministri del matrimonio”, come sono stati più volte appellati, e poi la benedizione degli anelli “segno della fedeltà e dell'amore che vi siete scambiati” e infine la benedizione dei coniugi.
G.A.
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