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Scritto Lunedì 16 ottobre 2017 alle 16:00

Mandello: burraco solidale per il Progetto Papaya, in Bolivia

84 persone sedute a 21 tavoli da gioco: sono questi i numeri registrati nella giornata di ieri presso il salone della Polisportiva di Mandello del Lario, in occasione del burraco solidale a favore dell'Associazione Aiuti Terzo Mondo di Lecco. La sfida a carte che ha occupato tutto il pomeriggio è stata introdotta da un'ampia panoramica della mission del sodalizio cui sono stati devoluti i fondi raccolti, rappresentata in sala da Giuseppe Corti.


Giuseppe Corti, dell'Associazione Aiuti Terzo Mondo di Lecco

Fratello di Chiara, la missionaria e compagna di quell'Oscar Strazzi cui va attribuito il merito della fondazione della realtà di aiuti lecchese, Giuseppe Corti ha raccontato di come l'associazione sia nata nel 1994 e abbia proseguito il suo impegno nel tempo operando in mezzo alla gente più povera e bisognosa.
Diversi i progetti che si sono susseguiti nel corso di oltre un ventennio di attività, ora in Africa ora in Uruguay, tra cui quello attualmente in corso di realizzazione che vede i missionari impegnati in Bolivia,  dove nel 2001 si è aperta la possibilità di costruire un Centro d’accoglienza a Santa Cruz de la Sierra, una delle principali città della zona per estensione e sviluppo. Da un paio d'anni, sempre in Bolivia, la nuova missione è invece quella di introdurre la coltivazione della papaya in maniera industriale, ed è proprio questo il progetto in corso d'opera illustrato nella giornata di ieri da due giovani volontarie, Melania Lancini e Marta Corti, che quest'estate hanno preso parte alle prime fasi dei lavori.

 
“Si tratta di un progetto ambizioso, partito dall'idea di una giovane ragazza del territorio laureatasi in agraria ad un centro universitario che abbiamo realizzato là 8 anni fa per permettere alle giovani senza soldi che terminavano le scuole superiori di formarsi in maniera più specializzata” ha spiegato ancora Giuseppe Corti.
“Lei ha capito che la coltivazione della papaya sarebbe stata un'ottima fonte di reddito; confrontatasi quindi con un ragazzo di Lecco che studiava anche lui agraria, i due hanno approfondito le tecniche particolari di questa coltura, come l'irrigazione a goccia. Abbiamo testato queste tecniche su un campo pilota per un paio di anni con ottimi risultati. Da qui la decisione di proseguire con il progetto Papaya, che prevede l'acquisto del terreno, la sua bonifica, e poi la semina e la vendita delle papaye”.


Il  nuovo terreno, di fatto già acquistato, si trova in una posizione centrale rispetto alle comunità rurali che vivono nella periferia di Santa Cruz: “siamo attualmente a metà dell'opera, perché ottenuto il terreno, fatte le prime opere di bonifica e seminati i primi semi, ora è necessario acquistare la cisterna per provvedere all’irrigazione quotidiana delle piante” ha spiegato Giuseppe Corti.


Proprio all'acquisto della suddetta strumentazione, quindi, è stata indirizzata la raccolta fondi del torneo di ieri. Entro la fine del 2017, gli altri obiettivi da portare a termine restano la realizzazione di un deposito per gli attrezzi e riuscire a far fronte ai costi per l’irrigazione e l’approvvigionamento dell’acqua.
G.A.
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