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Scritto Lunedì 09 aprile 2018 alle 09:28

Lecco perduta/109: quando Belledo era Comune

La piazzetta del vecchio nucleo di Belledo
Belledo è stato Comune sino al 1869. Si è tornato a parlare recentemente della minuscola realtà municipale perché è stato il “punto di partenza” per unificare paesi verso “la grande Lecco”. Belledo era uno strano Comune, almeno come sistemazione geografica e residenziale. Il capoluogo, il vecchio nucleo oltre il Bione, che si trova oggi vicino alla parrocchiale sorta nel 1905 (e che allora vedeva la chiesetta di Sant’Alessandro), contava 189 abitanti, contro i 498 della frazione di Maggianico, i 383 di Barco ed i nuclei di Missirano (165 abitanti) e Gaggianico (42). La somma totale degli abitanti era di 1.277. Strano Comune perché due frazioni, Maggianico e Barco, erano più densamente abitate del capoluogo, ma non solo: Maggianico era sede della parrocchia che estendeva la propria giurisdizione sino a Belledo. Nel 1869 Belledo e Chiuso vennero soppressi come autonomi Municipi e concentrati nella nuova realtà civica di Maggianico, che stava conoscendo un incredibile sviluppo grazie alla fonte termale di Barco ed alle vacanze della Scapigliatura lombarda. Belledo era stato un agglomerato di realtà rurale ed agricola con una limitata economia di montagna, grazie alla legna, alle castagne, ai funghi. La Fiocchi Munizioni porta la data 1876, fondazione dell’azienda, ma a Belledo è giunta nel 1911. Lo sviluppo del piccolo rione è maturato nella seconda metà del Novecento; la scuola elementare “Oberdan” di via Tonio da Belledo risale al 1954, ampliata nel 1967. Sino al 1954, dal complesso delle case Fiocchi di via Risorgimento, trentadue appartamenti costruiti nel 1942 per i dipendenti dell’industria, si poteva allungare lo sguardo sino al sagrato della parrocchiale dei Santi Sisinio, Martirio ed Alessandro. Via Tonio da Belledo, e lo stesso viale Valsugana, erano tracciati sterrati circondati da lunghi tratti di prati, come del resto via Risorgimento proveniente dal Caleotto. Questa settimana si parlerà della nuova Belledo anche in occasione dei festeggiamenti per il mezzo secolo del Gruppo Sportivo Belledense. L’appuntamento maggiore sarà quello di sabato 14 aprile, con il gran galà grigioblu, alle ore 21, nella sala della comunità di Belledo. E’ imminente l’inaugurazione del rinnovato vecchio lavatoio. Doveva essere il 1° maggio, ma non tutto è pronto ed allora la nuova data è quella del 2 giugno, festa della Repubblica. La lodevole iniziativa del recupero, come centro di aggregazione e di animazione, si deve all’Associazione “Femminile Presente”, guidata da Irene Riva. Coloro che entrano oggi nel vecchio nucleo di Belledo, non molto conosciuto dalla maggioranza dei lecchesi, trova ben poche tracce dell’antico insediamento rurale, perché vecchi edifici sono stati recuperati e trasformati in graziose residenze, colorate e fiorite. Fra i ricordi della vecchia Belledo, anche quelli della primavera 1948, della campagna elettorale del 18 aprile per eleggere il primo Parlamento della Repubblica Italiana, nata con il referendum del 2 giugno 1946. Luigi Corti, impegnato a Belledo in tante iniziative, consigliere comunale di Lecco per anni, ricordava che i comizi per il voto del 18 aprile si tenevano, con l’oratore in piedi su una sedia, al centro della piazzetta che si trova davanti all’ex-Circolo Riva. Insomma, un esempio per dimostrare quanta acqua sia passata nel vicino corso del Bione e quanto la Belledo di oggi sia trasformata rispetto a quella di quand’era Comune.
A.B.
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