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Scritto Lunedì 30 luglio 2018 alle 09:31

Lecco perduta/125: il palazzo di Mario Cermenati

Il palazzo al numero civico 2 di piazza Manzoni è legato al nome di Mario Cermenati, che vi ebbe i natali nel 1868, come ricorda una lapide collocata lateralmente al balcone del primo piano, sopra il portone d’ingresso. La famiglia Cermenati veniva da Civenna, territorio panoramico sul ramo lecchese del Lario, a mezza strada tra Bellagio ed il valico del Ghisallo; la madre di Mario, Rosa Cristofoletti, era di Sondrio. La lapide ricorda Cermenati, lecchese fra i più illustri, geologo, naturalista, uomo politico, più volte parlamentare del Regno a Roma, con incarichi di Governo. La lapide risale al novembre 1924, un mese dopo l'immatura scomparsa di Cermenati, a 56 anni di età, a Castelgandolfo, vicino a Roma, dove si trovava per un periodo di riposo e di cura. Il palazzo è ripreso in una storica foto della cerimonia inaugurale del vicino monumento ad Alessandro Manzoni, avvenuta l’11 ottobre 1891; sono passati quasi 130 anni e l’edificio presentava già la facciata e l’altezza attuali, i balconi ed anche la singolare torretta belvedere oltre il tetto.


Il palazzo di Cermenati, al civico 2 di piazza Manzoni

Mario Cermenati, indiscusso leader dei radical-democratici, impegnato a livelli governativi di alta responsabilità nei giorni tragici di Caporetto 1917 e nelle fasi successive sino alla Vittoria 1918, è ricordato dalla sua città con un monumento nella piazza omonima, la vecchia piazza del Grano, porto Garibaldi. Era quest’ultima la zona di approdo dei barconi lariani, in particolare nei giorni di mercato. Il monumento è del 1927, ma la prima statua in bronzo dovuta al romano Mario Rutelli venne requisita nel 1943 per dare metallo alla Patria in tempi bellici; è stata sostituita dall’attuale in marmo, opera di Francesco Modena. La famiglia Cermenati lasciò piazza Manzoni per il palazzo di via Cairoli 51, dove vissero i fratelli di Mario, il medico chirurgo dott. Attilio ed il pittore prof. Rinaldo. L'edificio vede tuttora, nell’angolo che guarda verso viale della Costituzione, il bar Manzoni, storico esercizio che ha quasi 100 anni. Veniva indicato come “ritrovo di Sportman” con il miglior caffè express, con tè, gelati, frappé, specialità di vino scelti. Nel 1922, presso il bar degli Sportman, si può leggere in una pubblicazione del tempo, “era stato costituito il Moto Velo Club Lecco, dovuto alla passione dei pionieri di ciclismo e motociclismo”. Negli anni ‘48/’56 del Novecento al bar Manzoni sostava, al rientro da Roma, giungendo in auto da Milano, dove era arrivato in treno dalla capitale, il deputato Ezio Vanoni, di Morbegno, noto per la sua riforma fiscale, più volte ministro nei Governi della Repubblica con presidente Alcide De Gasperi. Il bar Manzoni era infatti la sosta di mezza strada tra Milano e Morbegno, il tempo necessario per un caffè, prima di iniziare a percorrere la vecchia 36 sulla costiera lariana e poi il primo tratto della Valtellina verso la città nativa.
A.B.
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