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Scritto Lunedì 24 dicembre 2018 alle 14:11

Lecco perduta/145: c’era la Juvenilia al 'Bersaglio'

La Juvenilia al vecchio Cantarelli, oggi Rigamonti/Ceppi
La recentissima pubblicazione “Tutto il Lecco, partita per partita” ha riportato alla memoria anche l’Associazione Sportiva Juvenilia, fondata nel 1946 presso il convegno parrocchiale “Giuseppe Toniolo”, in Via Mascari, a Lecco centro, e che negli anni dell’immediato dopoguerra giocava sul terreno adiacente al vecchio impianto di “Tiro a Segno” detto “il Bersaglio”, in fondo al Viale Turati odierno, in zona verde di prati, sotto le prime falde del colle di Santo Stefano. La Juvenilia si sciolse negli anni Cinquanta, confluendo nel Calcio Lecco, allora militante in Serie C. La società ha avuto come presidente l’allora giovane commercialista Alessandro Rusconi, che sarà poi sindaco di Lecco dal 1962 al 1970. Nella sua formazione ha debuttato in campionati federali Ciccio Longoni, lecchese del centro, poi giocatore di rilievo nelle file dell’Atalanta e chiamato in Nazionale in occasione della partita Italia-Austria del Dicembre 1956, disputata a Genova. Le due reti del lecchese Ciccio Longoni consentirono agli azzurri di ottenere una storica vittoria contro i rivali “bianchi” dell’Austria. La partita ebbe la telecronaca, una delle prime della TV nata nel 1954, con il famoso Nicolò Carosio. Quel pomeriggio festivo di Dicembre i ritrovi lecchesi che avevano la televisione furono presi d’assalto per seguire il lecchese Ciccio in maglia azzurra. Vi fu un indice d’ascolto sicuramente superiore alle puntate, già record, di “Lascia o raddoppia”, il popolare quiz di Mike Bongiorno, quando nella primavera precedente vi era stata la partecipazione del maestro Luigi Scanagatta di Varenna, divenuto una star TV. Esuberante fu l’entusiasmo lecchese manifestato, in particolare, in Piazza XX Settembre, dove Longoni era di casa, al termine della partita Italia-Austria, vinta dagli azzurri per 2 a 1.
    La Juvenilia, confluendo nel Calcio Lecco, portò la sua dotazione di dirigenti, accompagnatori e giocatori. Uno di loro, Carletto Benaglio, classe 1934, della storica pasticceria di Via Mascari, debuttò con il Lecco nel campionato 1955/’56, in Serie C. Il suo esordio fu alla 7^ giornata, il 30 Ottobre 1955, a Catanzaro, dove il Lecco venne sconfitto per 3 a 1, con tre reti, guarda caso, del lecchese di Pescarenico Gianin Corti, che giocava per la squadra calabrese. Benaglio fu in campo anche la domenica successiva a Siracusa, dove il Lecco perse per 1 a 0. Carletto fu chiamato a far parte della comitiva bluceleste per una trasferta al Sud che durava due settimane, in quanto l’abbinamento del calendario era inteso a favorire viaggi ferroviari che allora erano molto lunghi. Per quanto riguarda le partite casalinghe, Benaglio ha giocato in casa nel Giugno 1956 contro il Pavia ed il Piombino. Nel campionato 1956, ha disputato pure le partite in trasferta a Vigevano e a Piacenza. Lasciò poi il Lecco per giocare per sette anni nella Gallaratese.
    Chissà quale è stata la partita (persa) che Benaglio ricordava in un’intervista di anni or sono per un singolare episodio avvenuto negli spogliatoi? Carletto, avvicinato dall’allenatore Lamanna, si era sentito dire: “Quando torni a casa, assaggia qualche pasticcino dei tanto buoni che prepara tuo papà. Ti passerà la malinconia per una partita nella quale non meritavamo di essere sconfitti”.
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