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Scritto Giovedì 03 gennaio 2019 alle 17:13

Abbadia: nella Giornata della Pace, realizzate gru di carta in ricordo della piccola Sadako, contro la guerra in ogni forma

Hiroshima oggi è una città moderna. Avvicinandosi al suo “cuore” in bus dalla stazione che la collega con treni super veloci a Kyoto e alle megalopoli giapponesi, osservando dal finestrino il susseguirsi di palazzi lanciati verso il cielo, non si ha l’impressione di stare percorrendo strade lungo le quali, soltanto 74 anni fa, si accalcavano cumuli di macerie e devastazione.

Il Memoriale, tra gli edifici della moderna Hiroshima

E’ il memoriale della Pace a catapultare il visitatore indietro nel tempo, in quel nulla di puro dolore, causato dalla bomba atomica sganciata dagli americani: l’edificio, uno dei pochi rimasti in piedi dopo “la grande luce”, conservato quale monito per le generazioni future, ricorda che sì, è successo davvero, proprio lì. Il come viene spiegato al vicino Museo (anche lui della Pace), edificato perfettamente in linea anche con il Cenotafio la cui fiamma continuerà a ardere fino al giorno in cui il pianeta riuscirà a rinunciare al nucleare quale arma.
Hiroshima è suggestione.

Il Monumento per la Pace dei Bambini dedicato a Sadako. Nelle teche gli origami inviati da tutto il mondo

Hiroshima ha il volto candido di una bambina. Il Giappone le ha dedicato un monumento. Seattle, negli States, ha fatto lo stesso. Perché la storia di Sadako Sasaki non lascia indifferenti, in qualunque lingua venga raccontata. Nel pomeriggio di ieri, secondo giorno di questo 2019 appena iniziato, alcune pagine del “Gran sole di Hiroshima”, il libro in cui Karl Brückner ne romanza l'esistenza, divenuto nel tempo un must dell’editoria per ragazzi, sono state proposte dalla dolce bibliotecaria Marta ad una giovane platea ad Abbadia Lariana.

I bambini di Abbadia al lavoro

Probabilmente il significato più profondo di quel testo dal finale triste è stato compreso solo dai genitori dei bambini presenti, invitati poi a darsi concretamente da fare, per ricordare quella loro coetanea che, in fondo, voleva solo vivere. E già perché Sadako sopravvissuta come il fratello maggiore Shigheo all’esplosione della bomba, viene colpita ancora in tenera età da un male incurabile, conseguenza dell’esposizione alle radiazioni. Le viene però raccontata un’antica leggenda nipponica: se riuscirà a realizzare mille gru di carta, potrà salvarsi. Ce la mette tutta Sadako per raggiungere, da sola, il proprio obiettivo, utilizzando anche l’incarto dei farmaci che le vengono somministrati come testimoniano le sue “paper cranes” ancora oggi conservate in una teca del Museo della Pace.

Le gru realizzate da Sadako, donate al Museo della Pace di Hiroshima
(con una versione della sua storia leggermente diversa da quella raccontata nel libro di
Brückner)

Infida, la morte la sorprende però prima che la piccola riesca a portare a termine la propria missione. "Il leggero chiarore diventò una luce abbagliante. Gli occhi di Sadako si spalancarono. Contemplavano il cielo, nel suo eterno splendore" scrive Brückner, in un finale da lacrime agli occhi, addolcito però da gesti come quelli compiuti ieri anche ad Abbadia. Da tutto il mondo, infatti, ancora oggi vengono fatte pervenire al Children’s Peace Monument di Hiroshima gru in ricordo della piccola Sasaki, per dire no alla guerra, in ogni sua forma, così come spiegato da Marta ai suoi baby uditori. “La nostra biblioteca è legata al Museo della Seta e da sempre guarda dunque a Oriente” ci ha detto, a giustificazione dell’iniziativa. “Ho scoperto il libro e l’ho ritenuto adatto per la Giornata della Pace. Tra l’altro per Natale avevamo organizzato un apprezzato laboratorio di origami e quindi abbiamo continuato su quella strada”.

Una “maestra” ha mostrato ai partecipanti come, una piega dopo l’altra, dare vita ad una gru. Quelle realizzate ieri, spiccheranno il volo per il Giappone. Non solo idealmente. “Ho già mandato l’annuncio dell’iniziativa a tutte le altre biblioteche del sistema: chi volesse può farci avere le sue creazioni. Aspetterò una decina di giorni prima di spedire il pacco” ha chiosato Marta, rivolgendosi a tutti coloro che, come lei e i “suoi” bambini sognano un mondo di pace.

Per scoprire come realizzare la tua gru, clicca qui.
A.M.
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