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Scritto Lunedì 07 gennaio 2019 alle 08:44

Lecco perduta/147: addio, vecchio Bar Giardino!

Il Bar Giardino, angolo della vecchia Castello fra Corso Matteotti e Via Papa Giovanni, chiudeva vent’anni or sono. Era legato ai ricordi della fiorente Industria Badoni, quando numerose tute blu dell’azienda, che ha portato il nome di Lecco nel mondo, con viadotti e ponti, sostavano nel locale in particolare nell’intervallo di mezzogiorno. Il Giardino lasciava un vasto immobile destinato ad una generale ristrutturazione. Calavano, infatti, le saracinesche anche nel vicino negozio di alimentari e nella ricevitoria del Lotto, con la rivendita tabacchi.

L’angolo del vecchio Bar Giardino, all’incrocio di Corso Matteotti con Via Papa Giovanni

    Lunga era la storia del Giardino, che prendeva tale nome dagli anni Ottanta per il verde angolo sul gomito della via, tanto frequentato  nelle serate estive. C’era la sede dello Juventus Club, con il presidente Mario Vismara, che, lasciato il Giardino, migrò al Circolo Promessi Sposi, in quartiere Germanedo. Era stato festeggiato nel locale, come giocatore bianconero, Giancarlo Marocchi, centrocampista della Vecchia Signora, ora opinionista nelle trasmissioni sportive di Sky. Nel bar spiccavano le foto delle Penne Nere ANA dei Nuclei di Protezione Civile che erano stati impegnati a Canelli, nell’alluvione del 1994, con generali riconoscimenti. Il vecchio Giardino era chiamato anche Bar dei Piemontesi, non per richiami vagamente risorgimentali, ma perché in anni lontani era stato affidato ad una famiglia originaria di quella Regione. Il bar di una volta era stato, poi, indicato per decenni come “Citera”.
    Divenne Giardino nel 1980 con Claudio Maggi, che poi passò le consegne a Giuliano Longhi, di Introbio. E’ stato Longhi che concluse la storia del Giardino dove, nel nuovo immobile sorto sull’area, si trova oggi l’ospitale e luminoso, con proiezioni esterne, Shaker Cafè. Certo, si sono perse le tracce di un’osteria popolare di una volta, con lo spirito degli incontri fra vecchi amici, Penne Nere e juventini, ex della Badoni ed anziani del quartiere Castello, residenti nella zona. Oggi c’è la trafficata Via Papa Giovanni, una direttrice fra le principali della viabilità urbana, nella zona appena pedemontana della città. Però, non pochi ricordano il vecchio bar quasi bianconero per il tifo verso la Vecchia Signora del calcio nazionale, ma ospitale anche con altri tifosi, ad iniziare da quelli blucelesti del non lontano Stadio Rigamonti/Ceppi, dove la Juventus ha giocato nel campionato di Serie A anche nel torneo 1960/’61, guidata dal leggendario capitano Giampiero Boniperti, che proprio in quella stagione concludeva un’eccezionale carriera iniziata nel 1946, con 443 partite e 178 reti.
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A.B.
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