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Scritto Venerdì 25 gennaio 2019 alle 08:50

Lecco, dopo due settimane di 'alternanza scuola-lavoro', a 18 anni è richiamato da una ditta belga: l'esperienza di Emanuel

Tra due giorni, 15 ragazzi delle classi quarte del Badoni partiranno alla volta di Lier, in Belgio, per prendere parte al secondo scambio promosso dalla realtà lecchese con la scuola professionale Vrji, nell'ambito del Progetto Europeo Erasmus +. Chissà se qualcuno di loro riuscirà a lasciare il segno lassù come il brillante Emanuel Raducanu, richiamato la scorsa estate ad Anversa dopo l'esperienza di alternanza scuola-lavoro vissuta proprio nel corso della prima trasferta all'estero voluta dall'Istituto presieduto dal dr. Angelo De Battista, convinto sostenitore dell'internazionalizzazione.

Emanuel con alle spalle in compagno Marco con il quale ha vissuto l'avventura estiva in Belgio

Casa a Erba, 18 anni appena, studente del corso di Automazione, Emanuel ha le idee ben chiare. Due le sue passioni, lo sport in generale e la scienza. Il suo idolo? Albert Einstein, "per la sua teoria sulla relatività ma anche per il suo pensiero sulla vita".
Quanto alla sua filosofia, uno è il consiglio che il giovane si sente di dare ai suoi coetanei e che, ovviamente, ha già fatto proprio:  "Non bisogna mai smettere di crescere come persona, bisogna sempre avere una mentalità aperta, conoscere nuove persone, scambiare idee".
In Belgio, prima con la scuola e poi - al ritorno in estate - con l'amico e compagno di Istituto Marco Muscatello tutto ciò è stato messo in pratica: nonostante la sveglia suonasse tutte le mattine alle 5 e nonostante la sfacchinata da ben 50 km - tra andata e ritorno - per raggiungere il posto di lavoro in bicicletta, non si è sottratto a vivere tutte quelle esperienze comuni ai diciottenni di tutti i Paesi: "cucinavamo per le nostre famiglie, visitavamo la città e uscivamo tutte le sere. Durante il fine settimana si è creato un gruppo di dieci ragazzi: tanti di questi nostri amici sono venuti a ritrovarci in Italia e ci hanno mandato cartoline d'auguri per le varie festività. Inoltre non ci siamo mai limitati: abbiamo tirato fuori il nostro lato estroverso, siamo perfino andati anche ad Amsterdam... Abbiamo conosciuto una miriade di persone con le quali abbiamo condiviso mille emozioni, mille momenti".


All'arrivo in Belgio per l'alternanza scuola-lavoro qual è stata la tua prima impressione?
Quando sono arrivato in Belgio per la prima volta (febbraio 2018) avevo davvero tante paure a cominciare dal problema di dover stare lontano da casa fino al come avrei fatto a parlare in inglese sia al lavoro che in famiglia... Tuttavia ho avuto fin da subito una buonissima impressione sulle persone e sulla famiglia che definirei accoglienti, pazienti e disponibili. Per questa esperienza la scuola ci ha definiti dei Pionieri, perché è stata la prima volta che il Badoni ha partecipato ad un'esperienza di stage all'estero.

Che rapporto si è creato con la famiglia ospitante?
La prima volta che sono andato in Belgio la famiglia è risultata gentile, disponibile e simpatica; inoltre il mio datore di lavoro è il fratello del mio padre belga, quindi si è creata una sintonia generale tra me e il resto della famiglia: ho acquisito un nuovo fratello Tom e una nuova sorella Pauline con i quali ho trascorso interi pomeriggi a parlare e a condividere la mia esperienza.

In quale azienda sei stato inserito per l'alternanza scuola-lavoro e con che mansione?
Sono stato inserito in una multinazionale per la produzione di Malto (prodotto indispensabile per la Birra e non solo): questa azienda si chiama Boortmalt. Tradotto il nome ricorda la barca e il malto, infatti l'azienda si trova nel porto di Anversa. Il mio ruolo è stato quello di perito elettrico; fin da subito tutti i miei colleghi hanno avuto grande rispetto per me, mi hanno dato la massima fiducia e mi hanno fatto fare anche lavori in piena autonomia, addirittura con componenti meccaniche-elettriche da centina di euro.

Com'è stato relazionarsi in inglese? Che rapporto si è instaurato con il tutor e con i colleghi?
Relazionarsi in inglese è stata una delle più belle caratteristiche di questo stage. Sia i colleghi che il tutor mi hanno trattato come una mascotte della loro squadra e io sono fiero di essere stato al loro fianco nelle ore lavorative. Il tutor, che era appunto il fratello del mio secondo padre, mi ha anche invitato alla festa di compleanno di sua figlia presentandomi tutti i parenti... indimenticabile!



Come ti hanno ricontattato per l'esperienza estiva? E ha colpito secondo te, per richiamare uno stagista italiano?
Il secondo periodo è stato, come diciamo noi "Leggendario": siamo partiti senza professori, solo io e Marco (il mio compagno di avventure), abbiamo prenoto da soli i voli, i vari treni interni e appena arrivati è stato bellissimo trovare la famiglia belga di Marco che ci ha offerto subito una bella bottiglia di birra. Per quanto riguarda il lavoro, la mia azienda si è fidata di me e ha preso anche Marco a lavorare; il mio capo è stato veramente colpito dal livello d'inglese e dalle conoscenze tecniche di cui io e Marco eravamo dotati (conoscenze anche trasversali).

Per quanto tempo sei rimasto in estate? Si è trattato di un lavoro retribuito? Se si ritieni adeguato lo stipendio alle prestazioni svolte?
D'estate sono rimasto 2 settimane in Belgio, il lavoro è stato retribuito con un set di birre (offerto dal mio capo), un poster regalato dai miei colleghi di lavoro e infine un bagaglio infinito di esperienze vissute.

Torneresti a lavorare e quindi a vivere stabilmente su?
Vivere in Belgio probabilmente no, poiché anche se gli stipendi sono alti, la montagna è praticamente assente, lì tutto è in pianura. Inoltre il cibo italiano è ineguagliabile.

Avevi già fatto uno stage o un lavoretto in Italia? In quale campo? Hai notato delle differenze con l'esperienza vissuta invece in Belgio?
In Italia ho lavorato in diverse aziende e penso che il Belgio dal punto di vista lavorativo sia vicino al modello tedesco e che quindi ogni dipendente ha un proprio ruolo, mentre da noi fondamentalmente devi fare quello che ti chiedono di fare al momento, quindi si vedono elettrici improvvisarsi meccanici e viceversa.

Dopo il diploma, cosa vorresti fare?
Dopo il diploma ho intenzione di proseguire con gli studi universitari di tipo ingegneristico o fisico-teorico. In un futuro mi piacerebbe lavorare nella gestione di aziende o di piccoli settori di esse.
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A.M.
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