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Scritto Mercoledì 06 febbraio 2019 alle 23:49

10 anni fa l'ultimo atto della tragedia nella tragedia di Eluana Il papà ripercorre l'odissea in TV. 'Straziante ma andava fatto'

"Esattamente dieci anni fa, il 6 febbraio come oggi, la Repubblica viveva una delle giornate più convulse e per fortuna irripetibili". Così Enrico Mentana questa sera ha aperto lo speciale di Bersaglio Mobile intitolato "Eluana, una storia italiana", con unico ospite Beppino Englaro, papà della giovane lecchese mancata il 9 febbraio 2009, dopo aver trascorso 17 anni e 22 giorni inchiodata ad un letto in stato vegetativo permanente, finita suo malgrado al centro dapprima di una battaglia giudiziaria e poi di una surreale bagarre politica.

Enrico Mentana

Proprio su quest'ultima il presentatore ha teso a trascinare la chiacchierata, che pure ha toccato - con cruda delicatezza - diversi aspetti. Non a caso, l'affermazione d'esordio del noto giornalista, fa riferimento al consiglio dei ministri convocato due lustri fa dal governo Berlusconi per sottoscrivere un decreto poi non ratificato dal presidente della Repubblica, in un violento scontro istituzionale nel corso del quale l'esecutivo ha poi tentato l'ultimo strappo giocando in fretta e furia la carta del disegno di legge per impedire la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione di Eluana - descritta dal premier come "una persona in pericolo di vita", "viva" e "che potrebbe in ipotesi generare un figlio" - già autorizzata dai giudici e bloccata, in Lombardia, dall'allora Governatore Roberto Formigoni, costringendo i genitori a trasferire la loro unica figlia dalla clinica Beato Talamoni di Lecco alla Casa di Riposo La Quiete di Udine, disponibile a dare seguito a quella che - in fondo - era la volontà della donna, che mai - come ribadito a più riprese da Beppino - da vero purosangue avrebbe accettato di rimanere imbrigliata in una vita-non vita.

Beppino Englaro

"È stato straziante ma quando si portano avanti delle libertà e dei diritti personali, va fatto" ha detto Englaro, parlando del calvario di sentenza in sentenza vissuto, al fianco della moglie Sati, scomparsa anch'ella qualche anno fa, dopo essersi "consumata come una candela" al capezzale di quella figlia con la quale aveva sempre vissuto in simbiosi, dimostrando - a detta del marito - un'espressione d'amore davvero unica.
"La classe politica non era pronta ad affrontare i temi politici forti, che interessano alla gente, come questo dell'autodeterminazione che - attenzione - era un diritto già nel 1992. Ho dovuto attendere 15 anni e 9 mesi per vedere scritto nero su bianco che Eluana aveva già questo diritto nel gennaio del '92"  ha proseguito il lecchese con pacatezza, incalzato da Mentana, ricordando di aver invitato Berlusconi a far visita alla figlia e di aver ricevuto al contempo appoggio da altri esponenti dell'allora Popolo delle Libertà a cominciare dal presidente della Regione Friuli, sua terra d'origine. Pur sostenendo di aver sempre avuto "il massimo rispetto per le posizioni religiose di qualsiasi tipo", Englaro ha altresì descritto l'Italia di allora come un "Paese non preparato a accettare la scelta che avrebbe fatto Eluana. Una scelta facile: no, grazie".

"Non mi sarei mai aspettato - ha però confessato - che si arrivasse a un certo livello come Berlusconi, Sacconi, Formigoni: il peggio del peggio. Oggi l'opinione pubblica ha capito che era una battaglia che doveva essere fatta" ha detto, evidenziando come la sua "bambina" descrivesse la sua famiglia come "salda, calda e affettuosa" e come dunque lui e sua moglie abbiano stretto i denti per anni per dare seguito alla volontà di una ragazza presentata come speciale e che già, nella sua breve vita - era nata nel 1970 - aveva maturato un'idea chiara sul fine vita.

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"Le sceneggiate non le dimenticherò mai" ha sostenuto arrivando a parlare dell'ultimo viaggio verso Udine e poi del momento in cui Eluana si è spenta. "Mi sembrava mi scoppiasse la testa. E' stato solamente liberatorio. Il purosangue tornava libero".
Nel riferire come a 10 anni di distanza dalla fine della vicenda che gli ha regalato una notorietà non certo desiderata ancora oggi ci sono "persone  di tutte le età che mi dicono Grazie, anche per noi", Beppino ha risposto alla domanda "nessuno dei politici di allora l'ha contatta in disparte per dirle ho sbagliato, mi scusi?" con un secco no.
Eluana ora riposa nel cimitero del paesino natio di Englaro, lo stesso che il giorno del funerale "ha dato una lezione di civiltà", salutando la giovane donna con rispetto e silenzio, in assenza dei genitori che scelsero di non partecipare alle esequie. "Mia moglie era gravemente malata e ho preferito restare con lei" ha affermato il padre, in riferimento a quella decisione, rammentando di aver solo guardato negli occhi la sua Sati al passaggio del corteo, senza il bisogno di dire una parola in più nella convinzione che, con la morte, era finita "la tragedia nella tragedia" ovvero il "non veder rispettare Eluana nei suoi convincimenti".
"Se pensa a sua figlia la ricorda nel letto oppure com'era prima dell'incidente?"  l'ultima domanda di Mentana. "Io la penso come il suo sorriso folgorante" la risposta.

A.M.
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