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Scritto Giovedì 07 febbraio 2019 alle 14:09

Lecco, sempre più denunce per richieste di 'pizzo sessuale', stalking tra vicini e droga: specchio dei cambiamenti sociali

Ogni settimana in Procura a Lecco arriva almeno una denuncia per estorsione… in ambito sessuale. Il “pizzo dell’amore” insomma, dove di sentimentale però non c’è nulla. C’è solo premeditazione: scelta la vittima, corteggiata via social e venutasi a creare una certa intimità mediata comunque dallo schermo del PC o dello smartphone, viene proposto lo scambio di scatti osé a cui fa seguito poi la richiesta di denaro con la minaccia di diffondere le foto ad amici e conoscenti. A cascarci sono spesso ragazzine, poi bombardate da pressioni per ottenere ricariche oppure insospettabili professionisti, irretiti da donne fascinose che, all’altro lato del computer iniziano a spogliarsi chiedendo al “pollo” di fare lo stesso salvo poi pretendere cash per non far arrivare il filmato alla di lui consorte o alla cerchia di frequentazioni social. Ed al primo pagamento, ovviamente farà seguito una nuova richiesta in un circolo vizzioso che, solo con la denuncia, vincendo imbarazzo e ritrosia, si spera di spezzare. Senza nemmeno aspettarsi di ottenere poi giustizia visto che, nella maggior parte dei casi, nemmeno gli inquirenti riusciranno a rintracciare l’estorsore celato dietro “l’anonimato” garantito da numeri di telefono riconducibili a prestanome spesso stranieri nel caso di contatti tramite WhatsApp o di account appoggiati su piattaforme in Nigeria o comunque all’estero per le chat via Facebook, con il flusso di denaro che, allo stesso modo, porta a carte conto aperte servendosi di ignari “intermediari” oppure direttamente a fuori i confini nazionali e dunque a Stati “paradiso”.
E’ questo uno dei dati presentati quest’oggi dal Procuratore della Repubblica di Lecco Antonio Angelo Chiappani che, nel fare il punto sull’attività, si è soffermato in particolare su quei reati sentinella del cambiamento dei tempi e dei mutamenti che sta vivendo la nostra società pur in un contesto di provincia come il nostro.
Le estorsioni denunciate tra il primo luglio 2017 e il 30 giugno 2018 – si è preso in considerazione infatti l’anno giudiziario – sono aumentate del 19.67% rispetto ai 12 mesi precedenti: i procedimenti contro autori noti sono saliti da 28 a 38, quelli contro ignoti da 33 a 35. Numeri sui quali si sono accesi i riflettori per appurare se dietro ad alcuni episodi vi sia il ritorno, sul territorio, della criminalità organizzata ma allo stesso tempo indubbiamente gonfiati dai ricatti a mezzo web a sfondo sessuale.
E ha poi a che vedere con trasformazioni sociali e sociologiche, anche il forte aumento - + 36.62% - dei fascicoli aperti per il reato di stalking, passati da 71 a 97, nonostante l’intervento da parte del Questore con numerosi decreti di ammonimento. Ma – come sottolineato da Chiappani – se il grosso dei casi riguarda, purtroppo, atti persecutori messi in atto al termine di una relazione sentimentale o per fissazioni, soprattutto nei confronti di donne, sempre meno residuali sono le denunce che scattano invece in contesti di vicinato, tra cittadini che si ritengono vessati dai comportamenti dei dirimpettai. “Abbiamo diversi casi di invivibilità in condominio” argomenta infatti il Procuratore. “Le questioni penali relative al vicinato sono davvero numerosissime: un dato questo che fa emergere incivile convivenza e spesso anche intolleranza” ha aggiunto, parlando delle liti che scoppiano sempre più spesso tra italiani e extracomunitari per divergenze legate banalmente alle usanze in cucina o ai comportamenti da tenere in casa.
In generale, il numero dei reati ascritti da cittadini stranieri (1.552, in aumento rispetto alla precedente rilevazione quando il numero si era fermato a 1.446) è salito al 28,91%, sul totale quando invece la popolazione non italiana in provincia di Lecco si attesta attorno all'8%. Con particolare specializzazione dell’immissione di droga sul mercato locale da parte dei marocchini. “Risultano tuttora operanti nel territorio bande di magrebini dedite alla vendita capillare di droga di qualsiasi genere ai tossicodipendenti che confluiscono anche da località fuori provincia, previ contatti telefonici, in zone prestabilite dove avviene in modo continuativo ed organizzato l’attività di spaccio” si legge infatti nella relazione del dr. Chiappanti. “Allarmante è anche l’attività di spaccio organizzata in alcune zone specifiche della città, con notevole difficoltà di una risposta repressiva, posto che per la cessione di dosi di marijuana e hashish non è più prevista la misura carceraria”.
Un problema quest’ultimo che ha portato il Procuratore a affermare come si stia assistendo se non a una certa superficialità normativa quantomeno a una “banalizzazione di determinati situazioni: per il piccolo spaccio otteniamo la carcerazione solo per chi non ha una dimora. Sta diventando un fatto tollerato dall’ordinamento e socialmente, almeno fino a quando qualcuno di noi non è toccato da vicino” ha dichiarato, rimarcando al contempo come il traffico di droga nel lecchese vada a soddisfare il mercato locale e dunque il forte aumento dello spaccio vada di pari passo con il forte aumento del consumo. Un altro dato sociale e sociologico su cui interrogarsi.
A.M.
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