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Scritto Giovedì 07 febbraio 2019 alle 18:19

Lecco, diminuiscono le 'violenze sessuali'. Oggi una dura condanna e un'assoluzione

Dopo il preoccupante picco registrato nel 2016-2017 con ben 73 denunce nell’arco di 12 mesi, il numero di fascicoli aperti in relazione a presunte violenze sessuali tra luglio 2017 e giugno 2018 è tornato a scendere, attestandosi a 47 casi, 8 in più, comunque, rispetto al 2015-2016.
E proprio nella giornata in cui il Procuratore diffondeva questi numeri, al primo piano del Palazzo di Giustizia, due procedimenti incentrati proprio sull’ipotesi di reato prevista dall’articolo 609bis cp, volgevano al termine. Il verdetto del medesimo collegio – presidente Enrico Manzi, a latere Martina Beggio e Maria Chiara Arrighi – è risultato nel primo caso diametralmente opposto al secondo.
Già intorno alle 10 del mattino, un cittadino straniero è stato infatti condannato a ben 6 anni e 6 mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti dell’ex compagna, sua connazionale. Alla donna, assistita dall’avvocato Consoloni, i giudici hanno riconosciuto un risarcimento quantificato in 10.000, condannando altresì l’uomo al pagamento delle spese sostenute dalla vittima, per 2.800 euro.
All’esito dell’istruttoria dibattimentale, con l’intero processo celebrato a porte chiuse, qualche ora più tardi, il sostituto procuratore Zannini ha chiesto poi di irrogare una pena pari a 5 anni e 4 mesi ad altro imputato, italiano, tacciato di aver molestato la figlia dell’ex moglie, tra le mura di casa con la ragazza e la madre costituitesi parte per il tramite gli avvocati Tropenscovino e Panzeri. L’uomo – assistito dai penalisti Pelizzari e Romualdi – è stato invece assolto, probabilmente nel dubbio che potrebbe essersi trattato di una macchinazione nell’ambito di altro scontro tra i coniugi. I giudici, infatti, pur optando per la formula dubitativa, per vederci chiaro, hanno al tempo stesso disposto la trasmissione degli atti processuali alla Procura, per una verifica circa le affermazioni della persona offesa e della madre. Rischiano di rispondere di calunnia o falsa testimonianza. Succede – effettivamente molto raramente – anche questo.
A.M.
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