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Scritto Venerdì 22 febbraio 2019 alle 16:07

Avrebbe percepito, senza diritto, 21.000€ dall'Inps: è condannato e dovrà restituirli

Il Tribunale di Lecco
E' stato condannato a 8 mesi e al pagamento delle spese processuali. Disposta poi dal collegio giudicante la confisca per equivalente di 21.603,40 euro o, in assenza di cash, di beni fino al concorrere di quella cifra. Si è concluso così, nella mattinata di giovedì, il procedimento penale intentato nei confronti di Alesio Lacarpia, 72enne con ultima residenza a Introbio prima di "salpare" per la Thailandia, dove si sarebbe stabilito in pianta stabile. L'uomo, assistito dall'avvocato Filippo Bignardi che ha prestato il consenso all'acquisizione degli atti, dando un netto taglio all'istruttoria dibattimentale, era chiamato a rispondere di "Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato", secondo l'articolo 316 ter del codice penale che punisce coloro i quali "mediante l'utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero mediante l'omissione di informazioni dovute, consegue indebitamente, per sé o per altri, contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati dallo Stato, da altri enti pubblici o dalle Comunità europee".
Stando al quadro accusatorio tracciato dall'allora Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Lecco, il valsassinese sarebbe infatti uno dei 25 presunti "furbetti" dell'assegno sociale denunciati nell'arco del 2017. 21.603 euro la cifra in contestazione, introitata dall'anziano tra la fine del 2011 e il 2016 senza - ritengono gli inquirenti - averne diritto essendo migrato nel sud est asiatico, disattendendo dunque uno dei principi alla base del contributo statale versato dall'Inps a over 65 in stato di indigenza, stabilmente residenti sul suolo nazionale. Secondo la tesi sostenuta dal sostituto procuratore Andrea Figoni, accortosi della cosa a processo avviato, chiedendo così in udienza la modifica del capo d'imputazione, Lacarpia, classe 1947, pugliese di nascita e milanese d'adozione ma ultimo rintraccio a Introbio, prima di convolare a nozze con una donna di Bangkok trasferendosi "da lei", avrebbe venduto la propria carrozzeria omettendo di dichiarare i redditi relativi a tale cessione. Non avrebbe dunque comunicato all'Istituto previdenziale di aver intascato 21.000 euro nel 2012, 12.000 euro nel 2013 e 7.000 euro nel 2014, somme che già da sole avrebbero fatto venir meno i requisiti di legge per ottenere la pensione sociale.
Ritenuto provato un quadro accusatorio, basato sulle carte, il collegio - presidente Enrico Manzi, a latere Maria Chiara Arrighi e Martina Beggio - ha condannato il 72enne, non rientrato in Patria neppure per la sentenza.
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