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Scritto Sabato 23 febbraio 2019 alle 09:14

Margno: fuori servizio, estrasse la pistola. Ispettore a processo

Il tribunale di Lecco
È ancora tutta da chiarire la vicenda che ha portato sul banco degli imputati L.B., un ispettore di Poliza di Stato in servizio presso la Questura di Lecco, accusato di minaccia e violenza privata.
Sebbene venerdì in tribunale a Lecco sia stata escussa la persona offesa, solo le immagini fornite dalle telecamere di videosorveglianza potranno ricostruire l'esatta dinamica dei fatti.
Era il 13 giugno 2017 quando T.G. percorreva la SS36 a bordo del suo furgone e, imboccata una galleria, per sfuggire al traffico intenso ha iniziato una manovra di sorpasso, seguito da altre vetture. "Ho visto che l'auto dietro di me ha lampeggiato" ha ricordato il teste "poi mi sono sentito toccare il furgoncino". Quando il conducente dell'auto gli si è accostato, gli avrebbe fatto segno di fermarsi, ma l'uomo avrebbe preferito non interrompere il tragitto, esortandolo a prendere il numero di targa. "Ho chiamato Polizia e Carabinieri" avrebbe intimato nuovamente il conducente dell'auto, che, davanti all'impassibilità del proprio interlocutore, gli si sarebbe accodato fino all'uscita di Bellano.
Dopo vari tentativi di seminare il proprio "inseguitore" T.G. si è quindi dovuto arrestare nella piazza di Margno, dove si era dato appuntamento con una donna. Raggiunta l'auto in sosta l'imputato - fuori servizio quel giorno - sarebbe dunque sceso dalla propria vettura, per puntare una pistola contro il finestrino del furgoncino e dichiarare di essere un ispettore di Polizia. Ancora un breve inseguimento si sarebbe verificato nella piazza del Comune, quando T.G. alla vista dell'arma avrebbe inserito la marcia, poi finalmente sarebbe arrivato l'accordo: "io ti do la mia carta d'identità e tu mi dai la tua" avrebbe proposto l'Ispettore e ancora: "Mi devo scusare per prima, ero nervoso".
Non si sarebbero quindi più sentiti i due, dopo che la parte offesa, come ha riconfermato quest'oggi in aula davanti al Vpo Pietro Bassi, si sarebbe fatto bastare quel chiarimento sul posto e la copertura assicurativa per il risarcimento del danno al proprio mezzo.
Una ricostruzione quella della vittima che chiaramente l'avvocato Fabrizio Consoloni del Foro di Lecco, difensore dell'ispettore, ha subito cercato di screditare: l'uomo non ricordava il colore dell'arma che gli sarebbe stata puntata contro e le dichiarazioni rese ai Carabinieri a fatti appena avvenuti, non risultavano sempre coerenti. Inoltre, dal casellario giudiziale dell'uomo risulterebbero passate in giudicato a suo carico alcune condanne: una per omicidio, l'altra per rapina.
È stata chiamata anche a testimoniare questa mattina una giovane di Casargo, all'epoca diciassettenne, che si trovava proprio nella piazza di Margno ed avrebbe assistito alla scena. "Ho visto arrivare un furgoncino, che si sarebbe fermato per far salire una donna, poi ho visto arrivare un BMW. Un uomo è sceso dall'auto e ha puntato una pistola contro il conducente del furgone. Ho sentito che diceva qualcosa come "se non ti fermi ti ammazzo". Il furgone è ripartito e i mezzi hanno iniziato ad inseguirsi nella piazza".
La ragazza ha quindi proceduto con il riconoscimento fotografico dell'uomo alla guida del BMW, ma anche in questo caso l'avvocato Consoloni ha mosso una contestazione, richiamando le dichiarazioni rese dalla testimone nel corso delle indagini: "Non l'ho visto perchè era di spalle" aveva affermato davanti ai Carabinieri. In sede di giudizio la giovane ha quindi ritrattato, dicendo di aver visto il presuto ispettore di profilo.
Il giudice Mariachiara Arrighi ha disposto un rinvio al prossimo 27 settembre per l'escussione degli altri testimoni di lista.
F.F.
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