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Scritto Domenica 24 marzo 2019 alle 18:47

Galbiate: arriva la controreplica dei genitori di Villa Vergano alla dirigente. 'Quale il destino delle classi attuali?'

Prosegue il “botta e risposta” tra genitori di Villa Vergano e dirigenza scolastica in merito alla scuola primaria della frazione galbiatese. Dopo la replica della preside dell’Istituto Comprensivo Simona Anna Toffoletti, la “palla” è passata nuovamente ai mittenti della prima lettera aperta, che hanno spiegato il fraintendimento circa il termine “classi pollaio” per poi soffermarsi all’analisi dell’ipotetica situazione futura in cui - venendo a mancare un plesso - i numeri di alunni da ridistribuire sulle restanti classi disponibili rischierebbe di causare sovraffollamento delle stesse. Rimarcando il “clima d’incertezza che si è venuto a generare”, i genitori hanno così nuovamente sottolineato il loro intento di “salvare il plesso con il tutto il significato che ha per Villa Vergano”, lanciando un’ultima domanda a dirigenza e Comune: qual è il destino delle tre classi che rimarranno presenti nel plesso di Villa Vergano?
Di seguito il testo integrale della controreplica dei genitori di Villa Vergano:

Gentilissima Dottoressa Toffoletti,
Nessuno di noi si permetterebbe mai di offendere i bambini e le insegnanti della scuola Stoppani di Galbiate! Nessuno ha definito le attuali classi dei "pollai" e non ci permetteremmo mai di mancare di rispetto agli alunni ed al personale della Scuola Stoppani! MAI! In primis perché non è un atteggiamento che ci appartiene, e inoltre perché conosciamo gran parte delle insegnanti e tantissimi bambini che frequentano questo plesso, con i quali i nostri figli hanno rapporti nelle varie attività sportive, grazie al catechismo, o più semplicemente perché amici dalla scuola dell'infanzia!
Siamo i primi a voler evitare per senso civico e per forma di educazione nei confronti dei nostri bambini ogni forma di campanilismo e per questo ci teniamo enormemente a questo chiarimento perché consci che ogni fraintendimento ci porterebbe nella direzione opposta. “Con che criterio lasciare morire il plesso di una frazione per salvaguardare le due sezioni in centro paese, rischiando di ammassare tutti i bambini in aule pollaio?". La nostra domanda non è rivolta all'attuale realtà della scuola centrale di Galbiate, ma ad una probabile situazione futura dove, venendo a mancare un plesso, i numeri di alunni da ridistribuire sulle restanti classi disponibili sarà sicuramente maggiore, rischiando un sovraffollamento delle stesse.
Cerchiamo quindi di riformulare in modo più approfondito i concetti, che per esigenze di spazio giornalistico, nello scrivere la lettera poi inviata alle varie testate, non abbiamo potuto esprimere.
Forse non tutti i galbiatesi sanno quello che già quest’anno sarebbe potuto accadere, e cioè avere solo due sezioni di prima per tutto il comune. Come da lei affermato durante la riunione ad iscrizioni chiuse, il Provveditore visto il numero degli iscritti 51, aveva concesso solo due sezioni. Quindi si sarebbero formate due classi di più di 25 alunni!  Fortunatamente, la terza sezione, come da Lei affermato, è stata consentita in quanto il Provveditore non se l’è sentita di accanirsi sull’istituto, visto che già saltava la prima a Villa Vergano. 
Sappiamo e diamo atto che le amministrazioni precedenti, supportate anche da lei, si sono impegnate concretamente a cercare si salvaguardare il plesso di Villa Vergano. Purtroppo, dall’attuale amministrazione di atti convinti e concreti, non ne abbiamo visti. 
Ricordo che il progetto da Lei citato è stato ideato da noi genitori, e da Lei “acconsentito “. Il primo anno è stato gestito e finanziato da volontari (anche con una cospicua somma donata da un privato), il comune è intervenuto con € 2000, che era la sanzione che Sodexo aveva dovuto pagare, dopo che erano stati trovati degli insetti in mensa nel nostro plesso! Abbiamo anche proposto di estendere a più pomeriggi le attività, preparando un progetto di bando da presentare al tavolo Conciliazione Famiglia Lavoro, il Comune avrebbe dovuto presentarlo accedendo così a dei fondi regionali. Ma alla fine non è stata portata avanti tale idea. Negli anni successivi il Comune ha stanziato dei soldi quantificabili in qualche migliaia di euro, oltre alle risorse che la scuola ha messo a disposizione (insegnanti e collaboratori).  Parte dei fondi messi dal Comune sono comunque derivati da un diverso utilizzo di risorse dedicate all’assistenza sociale, ma sempre sulle stesse situazioni a rischio presenti a scuola.  
Ma sottolineiamo il fatto che dopo aver ideato il progetto e avendo continuato a dare la massima disponibilità nell’aiutare a strutturarlo e realizzarlo, siamo stati quasi completamente esclusi (a parte la gestione della merenda) dall’organizzazione dei pomeriggi. Il risultato è stato che a differenza del primo anno, l’organizzazione dei due anni successivi si è rilevata in vari momenti incerta e contraddittoria (cambi di corsi all’ultimo momento, spostamenti dei bambini in sedi diversi dalla scuola, mancanza di comunicazione con gli esperti che avrebbero dovuto tenere i corsi ecc.), creando così vari intoppi e malcontenti nei bambini e nei genitori.
Per quanto riguarda “L’attivazione di un progetto finanziato dalla Comunità Europea di inglese madrelingua (PON)” non era esclusivo per il plesso di Villa Vergano ma di tutto l’istituto, compreso le scuole secondarie. Sappiamo che “i genitori sono liberi di scegliere la scuola dei loro figli secondo le loro più personali esigenze e senza ostacoli da parte della Scuola.” ma siamo altrettanto convinti che volendo si potrebbero trovare altre soluzioni magari andando proprio incontro alle “esigenze personali” ( ad esempio diversificando l’offerta formativa, conciliando la presenza dei bambini a scuola con gli orari di lavoro) così si potrebbe favorirne la libera iscrizione, magari creerebbe una maggiore attrattività da parte delle insegnanti con il risultato di avere una situazione meno precaria.
Sappiamo benissimo che non è facile affrontare questa situazione sia in termini di scelte strategiche ed economiche, ma dalle istituzioni ci aspettiamo che le situazioni vengano governate e non lasciate al caso o peggio ancora indirizzate secondo le proprie convinzione senza che vengano dichiarate in maniera trasparente.   
Qualcuno dice “ma se ci sono solo 4 iscritti cosa si pretende” …  è vero probabilmente fra qualche anno non avremo avuto i bambini ma quest’anno i bambini c’erano! I potenziali residenti di Villa Vergano erano circa 13 e considerando che storicamente anche alcuni bambini di Bartesate e Galbiate preferivano venire a Villa, i numeri ci sarebbero stati.  
Come mai a Villa se ne sono iscritti solo 4? Noi genitori che abbiamo vissuto la questione da vicino ce lo siamo chiesti e la nostra risposta è stato questa: il clima d’incertezza che si è venuta a generare!  L’amministrazione ha fatto prima dell’iscrizione alle prime, un sondaggio, a nostro parere scorretto nella forma, in quanto ha mandato le schede solo ai bambini iscritti agli asili di Galbiate e non a tutti i residenti con i figli che avrebbero dovuto iniziare la prima classe. Da questo sondaggio risultava che 8 bambini volevano iscriversi a Villa e 10 a Sala. In modo altrettanto scorretto si è cominciato a diffondere i numeri, generando le voci che a Villa la prima non sarebbe partita. Sappiamo per certo che i bambini che avrebbero voluto iscriversi a Villa erano almeno 9 oltre a qualche ‘indeciso’. Durante la riunione con l’amministrazione chiesta dai genitori che volevano iscrivere i bambini a Villa Vergano, per chiedere l’appoggio e l’aiuto a far partire la prima, l’unica risposta avuta è stata: “beh se gli abitanti di Villa e Bartesate non iscrivono i figli a Villa, l’amministrazione non può farci niente”.   
In più se durante la riunione per l’iscrizione, Lei afferma “per correttezza devo dire che a Villa quasi tutte le insegnati sono precarie”, omettendo di dire che anche a Sala la situazione è quasi la stessa (frase da lei detta nella seconda riunione ad iscrizioni chiuse!). Chiediamo a Lei cosa avrebbe scelto per i suoi figli?
Il risultato è stato che gli la maggior parte dei genitori hanno scelto di iscrivere i propri figli in altri comuni. L’accenno alla situazione delle altre scuole è stata scritta nella lettera con l’intento di contrastare alcune voci che in modo non veritiero e non supportato dai fatti affermano, “chiudendo la scuola di Villa Vergano si risparmierebbero tanti soldi”, senza tener conto che la situazione generale degli edifici in tutto il comune è precario e che senza un piano di costi generali, che ad oggi l’amministrazione non ha ancora presentato, non è possibile affermare.   
Ci spiace, che in modo semplicistico venga da Lei definito “guerre di campanile” tutto l’impegno che ci abbiamo messo in questi anni, e che non venga capito che il nostro intento è sì quello di salvare il plesso con il tutto il significato che ha per Villa Vergano, ma anche quella di aprire una discussione costruttiva che riguardi la situazione scolastica di tutto il comune.
Il risultato finale di tutta questa situazione è comunque che nel plesso di Villa ad oggi sono rimaste solo tre classi.   Venendo all’aspetto pratico ed educativo, che poi è quello che più ci preoccupa nell’immediato, vorremmo ribadirle alcune domande, che già in altre occasioni le abbiamo rivolto, e che necessitano una risposta nel breve termine per rispetto alle famiglie coinvolte (e non di rimando ad una futuribile riunione tra genitori e nuova amministrazione a data da destinarsi): qual è il destino delle tre classi che rimarranno presenti nel plesso di Villa Vergano? Se finiranno il loro percorso scolastico in questo plesso che condizioni ci garantite? Il servizio mensa e il trasporto saranno o dovranno essere assicurati anche per un numero ristretto di bambini, calmierando i prezzi. Pretendiamo un adeguato piano di distribuzione del personale docente, garantendo una continuità educativa agli alunni. 
Se, invece, la chiusura del plesso di Villa Vergano sarà totale e immediata e quindi i nostri bambini dovranno concludere il loro percorso scolastico da un'altra parte, non accettiamo lo smembramento delle classi, a tutela di bambini che già dovranno subire lo spostamento, e che non dovranno essere ulteriormente penalizzati dall’allontanamento dai propri compagni con cui hanno condiviso anni insieme.
Infine, ci teniamo a specificare come il piccolo numero degli alunni delle nostre classi non sia mai stato per i nostri figli un limite alla vivacità e alla socializzazione, grazie anche all'ambiente familiare che si è creato, sia tra loro che tra noi genitori, e grazie anche all'egregio lavoro svolto costantemente dalle nostre insegnanti.
Come seguito a questa nostra iniziativa avremmo intenzione di organizzare un incontro pubblico aperto a tutte le componenti istituzionali e sociali (amministrazione, futuri candidati, rappresentanti degli asili, comitato genitori, associazioni) e ovviamente istituzione scolastica dove poter discutere del futuro delle scuole del nostro comune. Sarà così l’occasione per avere un confronto aperto e costruttivo per il bene dei nostri figli e per il futuro del nostro comune. 
La ringraziamo per l’attenzione che ci ha dedicato.

Un gruppo di genitori del plesso di Villa Vergano
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