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Scritto Lunedì 25 marzo 2019 alle 09:32

Lecco perduta/158: quando la ''Piccola'' era lo scalo merci delle Ferrovie

Rinasce il mercato presso l’area della Piccola, nella zona compresa tra via Ghislanzoni e via Amendola. Così è stato scritto in questi ultimi giorni. Ma i lecchesi più giovani si chiedono perchè “Piccola”: forse dall’esercizio pubblico che si trova sull’angolo tra via Ghislanzoni e via Amendola? No, se mai il Bar Piccola prende il nome dalla Piccola Velocità Ferroviaria, che aveva scalo nella vasta area ora adibita a parcheggio e a sede del mercato. Avviata nel 1991 come posteggio del sabato e dei festivi, per facilitare le visite al vicino ospedale di via Ghislanzoni (ora in quartiere Germanedo), è divenuta un “polmone” di 300 posti auto nel 1995. L’anno precedente uffici e magazzini della “Piccola” si trasferirono nel nuovo scalo ferroviario, a Maggianico. Lo spazio parcheggio venne ricavato sul piazzale dei binari dei vagoni merci. Era l’addio definitivo allo scalo che, nelle notti estive, era contrassegnato, per coloro che abitavano nella zona, con finestre aperte per la calura, dal rumoroso movimento di aggancio di formazione treni, con l’urto dei respingenti tra i vari vagoni.



Il ferroviario Piccola Velocità per trasporto merci risale agli anni 1905/1907, nei vasti prati della famiglia Negri, detta Manara. Lo spessore industriale di Lecco ha portato nell’eccellenza nazionale, per traffico e volume di merci, lo scalo della Piccola, quando il trasporto su rotaie non aveva concorrenti. La sua importanza era dimostrata dai sette raccordi che esistevano con altrettante realtà industriali: Caleotto, Arlenico, Badoni, Bonaiti, File, Rosa e Piazza Petrolcarbo. Lo scalo merci della Piccola di Lecco ha raggiunto il 26° posto a livello nazionale per traffico di convogli e materiali.
Il vasto spazio della Piccola è stato uno specchio della città industriale e laboriosa. Vi giungevano treni di vergella, ma anche di carbone per la vicina sede Gasometri di corso Martiri. Si caricavano le ciclopiche cisterne costruite alla Forni ed Impianti di corso Promessi Sposi, in località detta Giazzera. C’era l’impresa Brambilla con il trasporto a domicilio, su carrelli, dei vagoni merci. Nelle ore notturne l’intero perimetro della Piccola era sorvegliato dalla Polizia Ferroviaria, operante presso il nucleo della stazione di Lecco.
L’immenso prato divenuto scalo merci ferroviario, e poi parcheggio, si è confermato area di straordinaria utilità, prima per l’economia territoriale e poi per una città satura di traffico e di posteggi. Ora si progetta una riorganizzazione del mercato che nei giorni di sabato sfiora le 120 presenze, mentre il mercoledì raggiunge le 90. La foto pubblicata è tratta dal volume “Carbone bianco” – Lecco-Sondrio, la prima ferrovia elettrificata al mondo, uscito nel 2008 per iniziativa dell’Associazione Luigi Scanagatta di Varenna, presieduta da Giampaolo Brembilla. La struttura della Piccola di inizio Novecento è ancora, in larga parte, quella che si presenta agli attuali frequentatori del mercato.
A.B.
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