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Scritto Venerdì 05 aprile 2019 alle 17:49

Un altro detersivo green nasce nelle aule dell'Istituto Fiocchi dalla cenere di legno. E i ragazzi sperimentano il 'fare impresa'

Il Fiocchi di Lecco si candida ad essere l’Istituto più “lindo” d’Italia: dopo la commercializzazione, lo scorso anno scolastico, del detersivo “Fiocchi di Pulito” ottenuto partendo dall’olio per frittura esausto, quest’anno la classe 3^A (indirizzo chimico) ha lanciato sul mercato il suo “Wood Ash GJ” detergente liquido “estratto” dalla cenere, apripista di quella che potrebbe diventare una linea da utilizzare su superfici diverse ma con una base comune. Insomma, si allunga, lo scaffale dei prodotti per l’igiene della casa made in Fiocchi, tutti con un’impronta rigorosamente ecologica.

Come già “Fiocchi di pulito”, infatti, anche “Wood Asg GJ” è nato nell’ambito di Green Jobs, un progetto – sostenuto da Fondazione Cariplo anche attraverso l’invio a scuola di esperti – volto a sviluppare le capacità imprenditoriali degli studenti attraverso la costituzione di un’impresa simulata con lo scopo di creare un prodotto o un servizio eco-sostenibile.
“Ogni alunno ha un proprio ruolo preciso: c’è l’amministratore delegato, chi segue la produzione, chi la commercializzazione, chi il marketing…” ha spiegato il professor Liberato, coordinatore del progetto insieme alla collega Sala. “Attraverso questa esperienza imparano a gestire davvero una società, acquisendo competenze che potranno poi spendere nel mondo del lavoro, dopo la scuola”.

Il filtraggio della cenere. Sotto la pesatura

Fornitori alla 3^A della materia prima per il loro detergente sono le pizzerie della città e privati cittadini abituati ad accendere la stufa o il caminetto in casa: la cenere ottenuta dalla combustione della legna, da rifiuto destinato a finire nel sacco dell’indifferenziato e dunque instradato verso l’inceneritore di Valmadrera, diviene punto di partenza per un detersivo ecologico al 100%.
Concretamente, una volta setacciata per eliminare eventuali corpi estranei, viene mischiata con una predeterminata quantità d’acqua per poi essere portata a bollitura. Lo scopo è quello di estrarre, a caldo, la lisciva. Dal composto, lasciato decantare, viene poi prelevata la parte liquida, utilizzabile appunto come detersivo, “aggiustando” il PH in base al materiale sul quale si vorrà poi usarlo, per renderlo meno basico e dunque meno “aggressivo” per le superfici più delicate. Ciò che resta sul fondo, la parte dunque più melmosa, residuale rispetto al resto, se essiccata può poi diventare a sua volta detersivo ma in polvere, ideale, paradossalmente, proprio per la pulizia di stufe e caminetti da cui l’intero processo è partito.

Un'altra fase della lavorazione

Già sponsorizzato tramite i social e sul sito internet dell’impresa simulata, “Wood Ash GJ” è ora nella fase di lancio. “In questi giorni è possibile acquistare il nuovo detersivo direttamente a scuola, sfuso, portando da casa il contenitore, nell’ottica di evitare il consumo di plastica. Poi verrà imbottigliato e venduto in una doppia versione, puro o diluito. Il prezzo in prevendita è di un euro al litro: dovrà poi essere aggiunto dall’acquirente un litro d’acqua per ottenere così due litri di progetto” sottolinea l’insegnante, descrivendo il detergente come ideale per piastrelle e vetri ma anche per sbiancare il bucato. “Non contiene in alcun modo sostanze pericolose ed è dunque particolarmente indicato per famiglie con bambini piccoli, non dando problemi di allergie”.
Il 16 maggio poi, il progetto entrerà nella fase clou: il Fiocchi parteciperà infatti a Milano alla fiera-competizione riservata alle imprese Green Jobs: i ragazzi dovranno occuparsi dell’allestimento di un vero e proprio stand confezionando anche una video presentazione del loro “Wood Ash GJ”, con l’illustrazione dell’attività svolta da esplicare anche live dinnanzi ad una giuria. Il vincitore – decretato sommando anche i voti ottenuti online – parteciperà poi ad un evento europeo.

Il prodotto finito

“Questo è un progetto che rende bene l’idea di quello che una scuola secondaria – e dunque non un’università – può fare a livello di ambiente e economia” commenta il dirigente Claudio Lafranconi. Temi come la green economy vengono infatti declinati nella loro concretezza, con i ragazzi – come evidenziato dal preside – chiamati a mettersi in gioco a livello anche personale, acquisendo competenze che potrebbero tornare loro utili nel futuro. “Certo questa è un’esperienza in parte facilitata ma potrebbe essere a tutti gli effetti una start up vera. Ritengo che se si voglia fare scuola sul serio, la strada da seguire debba essere questa” ha proseguito puntualizzando altresì come il progetto abbia già “smosso le acque”, attirando l’attenzione di imprese del territorio, a dimostrazione dell’interesse verso un prodotto circolare, a chilometro zero e… che funziona davvero. Del resto il motto scelto dai ragazzi della 3^A è “Un riciclo infinito per un perfetto pulito”
A.M.
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