Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 70.253.247
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Lunedì 15 aprile 2019 alle 18:25

Calolzio: per la giornata mondiale contro i disturbi alimentari in Aula la giovane consigliera racconta la propria esperienza

Eleonora Rigamonti
Il consiglio comunale di lunedì scorso a Calolzio rimarrà nella piccola storia locale quale il consiglio delle zone rosse. Ma, tra le comunicazioni di inizio seduta, senza scalfire l’indifferenza della sparuta platea e senza raccogliere poi un solo commento da parte degli altri consiglieri, con le lacrime agli occhi, Eleonora Rigamonti per pochi, sentiti, istanti, ha parlato di sé, di un’esperienza provata sulla propria pelle, di quell’inciampo purtroppo comunque a tanti giovanissimi – ragazze ma anche ragazzi – e dell’irto percorso a ostacoli che si deve poi intraprendere per lasciarsi la malattia alle spalle.
A stretto giro rispetto alla data scelta quale “Giornata mondiale per la lotta contro i disturbi alimentari” la ventiduenne - arrivata a pesare 38 chili, a macinare chilometri e chilometri a stomaco vuoto sotto il sole agostano per bruciare il bruciabile, a rifiutare persino i liquidi per evitare di “mettere peso” anche solo momentaneamente – ha dato lettura ad un messaggio apparso come genuino ma indubbiamente ragionato, con le parole dosate, senza smanie di protagonismo pur abbattendo con decisione quel muro di silenzio che solitamente fa da pellicola a un vissuto tanto intimo.
“Sono contro “le giornate mondiali di”, penso che questo, come tanti altri, sia un tema da affrontare quotidianamente, non solo un giorno per essere poi sempre snobbato e poco considerato, frainteso e sminuito” ha esordito. “Purtroppo esiste molta confusione sui DCA e ovviamente non è mia intenzione entrare nel merito. Volevo solo spendere due parole per far capire che non potete capire finché non siete entrati nella malattia. Non potete capire quanto ti faccia sentire onnipotente e fragile allo stesso tempo, quanto ti entri in testa, nella pancia e nelle ossa. Non potete capire quanto diventi la tua migliore amica e non ti abbandoni mai, quanto di allontani da tutto, dagli amici, dal lavoro, dallo studio. Diventi apatica, niente ti tocca, il chiodo fisso è solo questo. Anche se non è facile ogni giorno e non va sempre bene, posso dire di avere avuto la fortuna (o la forza) di riemergere, di ritornare a galla e tornare sulla riva. Non ho vergogna ne’ di come ero né di parlare di quello che ho passato, anche se per alcuni dovrei. Quindi vorrei dedicare un pensiero a che ce l’ha fatta ma soprattutto a chi non ce l’ha fatta e si è lasciata vincere. Io sono la testimonianza che la forza di volontà può farti tornare ad avere ambizioni e sogni. Prometto l’impegno del comune di Calolzio riguardo questo tema e che la mia porta sarà sempre aperta a chi ne avesse bisogno”.
Un viso rotondo, contornato da una cascata di ricci biondissimi. Modaiola nel vestire. Di fede leghista, fino al midollo. Tra i più giovani – se non la più giovane di sempre – a sedere in consiglio comunale a Calolzio. Eleonora ha scelto di non nascondere un passato ancora non così passato. Pur essendo stata “dimessa” dal centro specialistico dell’ospedale Niguarda, non si sente ancora guarita. “Forse non lo sarò mai” ammette, accettando di scambiare ulteriori due parole sul tema, in aggiunta a quanto letto pubblicamente. “All’ultima visita guardavo le altre ragazze del reparto, chi con il sondino, chi in sedia a rotelle. E quasi mi spiaceva non essere più come loro. Non so spiegare perché. Credo di avere disturbi alimentari dalla prima superiore. Senza un motivo particolare…”. Sa benissimo, invece, qual è stato lo stimolo che l’ha spinta, dopo tanto tentennare, a chiedere aiuto. Non è stato l’incidente patito dopo essersi messa al volante in condizioni proibitive. Non è stata nemmeno la promessa fatta alla mamma. “Un giorno sono andata a Biella a trovare un amico. La sera mi ha portato a mangiare sushi: non mi andava proprio una cena di solo riso. Carboidrati. Ho sbroccato. Lui si è alzato e mi ha lasciato lì. Quando poi è tornato mi ha detto “non è colpa mia se la malata sei tu”. Aveva ragione”.
Ritrovato un equilibrio, pur alle volte ancora precario, cambiata anche caratterialmente – “prima non ero così estroversa” – Eleonora ora vorrebbe aiutare gli altri. “Con la dottoressa Amicarella, prima della sua improvvisa scomparsa, stavamo portando avanti delle idee. Adesso vedremo di riprendere in mano il progetto, con l’intento di non fare una serata sul problema, nella consapevolezza che lascia il tempo che trova, ma di proporre qualcosa per le scuole, qualcosa che possa davvero utile ai ragazzi”.
A.M.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco