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Scritto Martedì 07 maggio 2019 alle 11:26

Lecco: Francesco Duzioni, bandiera bluceleste al 'goal' dei 90 anni. L'intervista

Francesco Duzioni, classe 1929, bandiera bluceleste nei campionati della serie A e B, con il presidente Mario Ceppi e l’allenatore Angelo Piccioli, è al traguardo dei 90 anni. Viene festeggiato nella sua villetta di via Adua, in Verdello, Comune della provincia di Bergamo, dove ha mosso i primi passi calcistici che dovevano portarlo, nel 1953, al Lecco, allora militante nel campionato di C. Duzioni veniva da un campionato nel Pavia in B. Ceppi, che voleva rinforzare la squadra, puntò sul giovane e promettente mediano (centrocampista, oggi), segnalato da osservatori.

Duzioni nel campionato di A 1960/1961

Duzioni, quando arrivò a Lecco per indossare la maglia bluceleste, nemmeno lontanamente pensava di rimanere 11 stagioni al Rigamonti, e, soprattutto, di debuttare a 31 anni in serie A, con la fascia di capitano. Allo stadio cittadino, vecchio campo sportivo ai Cantarelli, Duzioni aveva disputato la sua prima partita casalinga il 20 settembre 1953, seconda giornata del campionato di serie C, giocando contro l’Empoli. Il risultato fu di parità, 0 a 0. Il Lecco schierò Maffeis, Galli, Franchi, Martorelli, Fioroni, Duzioni, Mazza, Ubiali, Torreano, Vicari, Corradi. Arbitrava Pasini di Novara.

Duzioni presso i trofei nella sede del Calcio Lecco

Francesco Duzioni ha giocato, complessivamente, nel Lecco 356 partite. Un suo record è quello, nei campionati 1960/1961 e 1961/196, in serie A: 68 sono stati i match e 68 le sue presenze, venendo sempre schierato.
“Devo ancora oggi, a tanti anni di distanza – dichiara Duzioni – ricordare il presidentissimo Mario Ceppi per quello che ha fatto portando una squadra di provincia in serie A ed anche per quanto ha voluto essere vicino ad un giocatore come il sottoscritto che si è sempre impegnato con il massimo della volontà. Ancora oggi seguo l’alimentazione consigliata ai giocatori, faccio palestra a giorni alterni e gioco a tennis, al Tennis Club Zingonia. Anni or sono ho vinto campionati di tennis riservati ai veterani ed ho girato mezza Italia per disputare tornei della categoria”.

Campionato 1953/1954, il primo anno di Duzioni in bluceleste; è il primo a sinistra in ginocchio.
Si riconoscono anche i lecchesi Logaglio e Pozzi

Duzioni, quante marcature ha fatto alla Juventus, una o due?
“Sono state due, pensi delle sei complessive che ho fatto nelle 357 partite che ho disputato con il Lecco, dal 1953 al 1964. La Juventus era uno squadrone anche allora, con Boniperti, Charles, Sivori, Vavassori, Mora ed altri. Ho segnato a Lecco nel 2 a 2 del Capodanno 1961 e poi, sempre il 2 a 2 casalingo, del 7 gennaio 1962”.

Cartolina ricordo dovuta ad Angelo Gat. per il Lecco che rimane in A

Duzioni, cosa ricorda dello stadio, della squadra, dei tanti compagni che ha avuto al suo fianco in oltre dieci anni?
“Ricordo, in particolare il sostegno generoso ed appassionato del pubblico che gremiva il Rigamonti;.la grande festa del giugno 1960, nella partita casalinga con il Parma, per la promozione già matematicamente certa in serie A; l’apoteosi della passerella all’inizio della partita, con il giro del rettangolo di gioco fra pubblico esultante, che lanciava fiori. Incredibile a pensarci, in così pochi anni il Lecco era balzato addirittura in serie A. Ricordo i calciatori di fama che arrivarono al Lecco da squadre blasonate, come Abbadie, Lindskog, Di Giacomo, Savioni, Cardarelli, Gotti, Cardoni, Nyers, il portiere Franzosi, ed altri ancora, come i diversi allenatori che ho avuto, ad iniziare dal 1953, quando c’era il nuovo tecnico Arrigo Morselli, che arrivava dal Milan”.

Juventus-Lecco del 1962: un contrasto sul pallone tra Duzioni e Sivori

Quali sono i programmi al traguardo dei 90 anni?
“Continuare a fare attività sportiva, belle camminate, magari sulle montagne sopra Lecco. Festeggio in compagnia della consorte Carla, delle figlie Pinuccia e Nicoletta, del fratello Guido, della sorella Angela, di altri parenti ed amici, ma ho già detto, all’appuntamento dei 100 anni, del secolo, voglio fare una grande e lunga crociera”.
Aloisio Bonfanti
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