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Scritto Giovedì 09 maggio 2019 alle 15:43

Lecco: presentato il 9° rapporto dell’Osservatorio del lavoro. Il sistema occupazionale in attesa di tornare quello del 2000

E’ un mondo del lavoro in stallo, quello lecchese, sospeso in un limbo che definire in perdita sarebbe troppo tragico ma al contempo esagerato dire che sia completamente riemerso dalla crisi e tornato ai livelli degli anni 2000, quando il ''sistema Lecco'' veniva addirittura preso come esempio.

Mauro Gattinoni, presidente Network Occupazione Lecco


Marco Galimberti, presidente Camera di Commercio Como-Lecco

A ricordarlo, nel corso della presentazione del 9° rapporto annuale dell’Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro di Lecco che si è svolta nella mattinata di giovedì 9 maggio, è stato Mauro Gattinoni, presidente dell’associazione Network Occupazionale Lecco che, insieme alla Provincia e alla Camera del Commercio, è autrice del rapporto quest’anno intitolato ''Il sistema occupazionale in attesa… ''.

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Nel suo intervento Gattoni ha infatti elencato una serie pro e contro della situazione attuale, descrivendo un ambiente in cui imprese e lavoratori attendono appunto tempi migliori. ''Siamo ancora lontani dal livello che avevamo raggiunto nei primi anni 2000, quando la disoccupazione era persino sotto l’1,3% (quella maschile era dello 0.3%) e ci eravamo addirittura inventati di andare ad importare figure professionali dall’estero con le loro famiglie'' ha spiegato. ''Oggi un dato positivo ci arriva dalla cassa integrazione. E’ vero che la normativa è cambiata, ma abbiamo praticamente decimato il fabbisogno di ore richieste, passate da oltre 8 milioni di dieci anni fa alle poco più di 400mila di oggi. Questo non può che dirci che il nostro tessuto economico è davvero fuori dalla crisi''. Il 2018 è però stato caratterizzato da una flessione dell’occupazione maschile, ha proseguito Gattoni, e i dati previsti in termini di assunzioni (ricavati attraverso le interviste periodiche che Excelsior propone ai datori di lavoro) sono stati smentiti al ribasso.

''Nel comparto industriale – ha proseguito il presidente di Network Occupazione Lecco – siamo tornati alla musica degli anni 2000 quando non si trovavano tecnici e progettisti. Una carenza cronica che oggi è dichiarata da almeno un terzo degli imprenditori, quella di non riuscire a reperire figure specializzate. E questo è uno di quei grandi temi, quello del passaggio dalla scuola al lavoro, su cui dovremo veramente interrogarci''. Gattoni ha poi concluso sottolineando di come l’intento dell’Osservatorio è quello di ''attivare, accanto alle misure per la ripresa occupazionale, anche dei sistemi in grado di supportare il welfare, con iniziative tese alla cura dei figli e dell’alternanza tra la conciliazione tra la famiglia e il lavoro e al miglioramento della qualità occupazionale dei nuovi avviamenti''.

Adriana Ventura

Tra gli interventi che hanno fatto da cornice a quello più atteso di Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’ISTAT, c’è stato anche quello di Adriana Ventura, consigliera provinciale alle Parità in scadenza (ma solo a Lecco, ha spiegato, perché a breve ricoprirà lo stesso ruolo per la regione Emilia Romagna), la quale si è concentrata sulla situazione ancora troppo penalizzante del genere femminile nel mondo del lavoro. ''Su un totale di 780 richieste di flessibilità sull’orario di lavoro, 740 si sono sentite dire di no e molte di loro hanno dovuto rinunciare alla possibilità di conciliare il doppio ruolo di mamme e lavoratrici'' ha commentato la consigliera, riferendosi ai dati locali raccolti negli anni del suo mandato. Il lecchese, secondo Ventura, non avrebbe poi sfruttato a dovere gli incentivi dedicati ai servizi all’infanzia destinati dall’Unione Europea nel quinquennio 2014-2020 per investimenti nell’area infanzia. ''Sono servizi indispensabili se ci pensiamo, bene – ha spiegato – Centinaia di donne lecchesi hanno dovuto rinunciare al lavoro per la mancanza di servizi di cura adeguati sul territorio''.

Pietro Aimetti di PTSCLAS. Sotto Gianni Menicatti

Chi ha invece fornito una panoramica generale dell'occupazione lecchese nel 2018 è stato Pietro Aimetti di PTSCLAS, il quale è partito suddividendo gli occupati per settore. Emerge che nella Provincia di Lecco il 78% delle persone con un lavoro operano nelle imprese, il 39% di loro in un'industria o in una società edile, mentre il 38% lavora nell'ambito dei servizi (quello del terziario, stando a quanto emerso giovedì mattina, è una categoria molto in crescita). Dati che prendono spunto dall'indagine mensile che Excelsior, organo di supervisione di Unioncamere, esegue sulla Provincia di Lecco interpellando circa 450 aziende ogni 30 giorni, che fa un totale di 7800 realtà chiamate due volte l'anno. Il 55% di queste, nel 2018, hanno dichiarato la volontà di assumere lavoratori da lì ai 3 mesi successivi. Quello che però affermano le aziende, un po' come anche Gattoni aveva spiegato all'inizio dell'incontro, è che c'è una certa difficoltà nel reperimento di figure professionali. Lo afferma il 32,8% delle imprese interpellate nell'indagine del 2018.

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A.S.
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