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Scritto Lunedì 13 maggio 2019 alle 13:37

Progetto 'Luci d'Inverno': digitalizzati più di 40km di pellicole amatoriali, per una memoria condivisa

Si è concluso sabato, il progetto “Luci d’Inverno” promosso da Lab 80 Film di Lecco e dall'Archivio Cinescatti, in collaborazione con il Comune di Bellano, il Museo Etnografico di Premana, l’Associazione Dinamo Culturale, il Cinema di Bellano, il Comitato Pesa Vegia, il MEAB MuseoEtnografico dell’Alta Brianza, l’Associazione Brig, con il patrocinio di Provincia di Lecco e il contributo di Regione Lombardia.

Massimo Pirovano e Federico Bonifacio

L’obiettivo di tale iniziativa, la quale ha avuto inizio il 24 ottobre 2018, è stato la raccolta di vecchie pellicole nei formati 9,5mm Pathé Baby, 16mm, 8mm e Super8, poi catalogate, restaurate e digitalizzate in alta definizione. L’attenzione è stata rivolta a film amatoriali e di famiglia del territorio lecchese e in particolare ai materiali riguardanti tradizioni, feste e riti.
L’11, presso il Museo Etnografico dell’Alta Brianza in Località Camporeso, si è svolto così l’evento pubblico di chiusura del progetto, durante il quale è stato proiettato un video realizzato unendo spezzoni dei filmini raccolti, poi riconsegnati alle famiglie, più di 30, che hanno aderito all’iniziativa.
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Durante il processo di lavorazione delle pellicole sono state registrate alcune interviste dei partecipanti, i quali hanno aiutato a contestualizzare e spiegare gli avvenimenti ripresi. Le bobine sono state quindi memorizzate nell’Archivio Cinescatti.
“Sono contento di aver ricevuto la richiesta, da parte degli amici di Lab 80, di ospitare questa presentazione” spiega Massimo Pirovano, membro del Comitato Scientifico del MEAB. “Il progetto “Luci d’Inverno” ha molto a che vedere con l’attività del Museo Etnografico, il quale si occupa della vita quotidiana delle persone”.
Storie private, felici ricordi di famiglia, scorci di esistenza quotidiana, importanti momenti di vita, memorie di vacanze e festività: sono questi i racconti prescelti, poiché anche le microstorie, troppo spesso ignorate, sono documenti preziosi, afferma Giulia Castelletti, curatrice dell'iniziativa insieme ad Alessandra Beltrame e Sergio Visinoni.

Alessandra Beltrame

Possono infatti fornire uno sguardo diverso, unico ed inedito sulla storia del nostro territorio, differente da quella ufficiale.
È stata inoltre elaborata una mappa online, “La memoria visibile”, grazie alla quale è possibile geolocalizzare i filmati raccolti sul territorio lecchese.
Sono stati consegnate, in tutta la provincia, 849 bobine (più di 40 Km di pellicola) registrate tra il 1927 e i primi anni '90.
“Ringrazio gli organizzatori di questa iniziativa” dichiara Federico Bonifacio, presidente del Parco Monte Barro nonché partecipante al progetto. “Avete dato una grossa possibilità anche a noi di rivivere istanti che probabilmente avremmo perso”.

Giulia Castelletti

Questa raccolta, la seconda nel territorio lombardo e finanziata da ESS e Regione Lombardia, si è posta come fine non unicamente la ricerca di questa tipologia di documentazione, ma anche la sua valorizzazione e diffusione. “Il progetto non è stato solo una possibilità di digitalizzazione gratuita” afferma Castelletti. “Ma un’opportunità per condividere i momenti felici della propria vita, conferendogli un senso comunitario. Oltre che a mostrare la nostra idea di salvaguardia di questo patrimonio”.
A.T.
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