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Scritto Mercoledì 15 maggio 2019 alle 09:27

Il mio ricordo di Don Enrico prete di grande carità, disponibile, mai lamentoso e sempre con il sorriso

Don Enrico già parroco di Galbiate
Ho un bellissimo ricordo del mio parroco Don Enrico, come prete, pastore, educatore  e buon amministratore. Ho avuto il privilegio di collaborare con lui in tutti gli anni della sua presenza a Galbiate. Prete che si fidava dei laici ai quali chiedeva la collaborazione. Ho collaborato nei consigli Parrocchiali, nella commissione amministrativa e nel decanato  di Oggiono. Ha realizzato la ristrutturazione della Chiesa Parrocchiale di Galbiate con la collaborazione del Rag. Renato Corti. Per i lavori della chiesa Santa Maria di Monte Barro ha chiesto la consulenza del Prof. Giuseppe Panzeri. Grande esperto liturgista, amava la musica sacra e curava nei particolari i canti, dava consigli e suggerimenti ai lettori. Prete di grande carità. A chi suonava al suo campanello era sempre generoso. E’ stato molto attivo anche come decano di Oggiono. Grazie al  suo impulso e incoraggiamento è sorta la Caritas decanale con la realizzazione di opere segno: il Centro di Ascolto a Oggiono, il Banco Caritas a Molteno, casa alloggio “la locanda” a Villa Vergano e il Centro diurno per anziani “Le querce di Mamre” a Galbiate. Ha poi data vita all’Azione Cattolica con la collaborazione della signora Giovanna Villa; si è sempre impegnato per gli incontri con gli amministratori comunali. Sempre  disponibile con tutti i gruppi, associazioni e le persone anziane in modo particolare. Ha sempre tenuto stare vicino agli ospiti di Villa Serena, in modo particolare all’ 11 febbraio solennità della Madonna di Lourdes. Mai una lamentela e sempre con il sorriso sulle labbra. Alle  mie segnalazione su qualche mancanza di collaborazione, anche dei suoi confratelli, mi rispondeva: “io sono come una spugna che assorbe tutto”. Dopo la partenza da Galbiate,  saputo del nuovo incarico di esorcista  gli manifestai le mie perplessità. Mi rispose semplicemente: “ho fatto voto di obbedienza, quindi obbedisco ai miei superiori”. Gli ho telefonato mercoledì della scorsa settimana per chiedere se potevo accompagnare un mio amico che aveva bisogno. Mi rispose: “guardi Giuseppe ho l’agenda piena fino a giugno. Però ora sono fuori, mi telefoni questa sera dopo le sette che guardo se possa riceverla”. Ho telefonato e ci ha dato appuntamento il giorno dopo giovedì alle ore 11.00 presso la capellina <San Padre Pio> vicino al Bennet. Alle 10.45 di giovedì era già sulla porta della capellina ad accoglierci. Dopo l’ascolto della persona, le preghiera e la benedizione ci siamo saluti. Gli ho ricordato che aveva promesso anche a mia moglie che sarebbe venuto a pranzo a casa nostra così da ripetere gli incontri che facevamo anche con il prof. Panzeri. Mi ha  detto: “mi saluti Adelia. Verrò un giorno a pranzo quando avrò tempo. Arrivederci”.  Arrivederci caro Don Enrico, chiedo scusa per questa nota che sicuramente lei molto riservato quando ci rivedremo mi rimprovererà. La ringrazio di quanto ho ricevuto da lei e del suo affetto.
Giuseppe Riva
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