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Scritto Giovedì 23 maggio 2019 alle 19:07

Civate: in tantissimi all’ultimo saluto a Chetra Sponsiello. 'Passeremo giorni difficili, ma tu ci guiderai'

La Chiesa Parrocchiale dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia non è riuscita ad accogliere tutti coloro che nel pomeriggio di oggi hanno voluto dare un ultimo saluto a Chetra Sponsiello, il ventiduenne scomparso nella giornata di venerdì, vittima di un incidente stradale sulla Statale 36.
I compagni di scuola, gli amici dell’oratorio, la squadra di nuoto e l’intera comunità civatese: non è mancato davvero nessuno ai suoi funerali - officiati da Don Gianni De Micheli - tanto che si è reso necessario installare un maxischermo nel salone del vicino oratorio e degli altoparlanti sul sagrato per consentire a tutti di prendervi parte e stringersi accanto a mamma Caterina, papà Marcello e alla piccola Pui nel momento di dolore più grande.

Chetra Sponsiello

“L’altro giorno siamo andati in stazione. Ci siamo fermati davanti a un’immagine di Maria e mi hai chiesto se fossi credente. Insoddisfatto della mia risposta, mi hai detto “Forse, alla fine della mia vita, diventerò santo anch’io”. La radicalità della tua affermazione mi ha colpito: non volevi essere più buono, ma solo più Chetra”. È con queste parole cariche di affetto che Luca, amico nonché membro dell’Associazione Genitori adottivi, ha voluto salutare per l’ultima volta il giovane, che proveniva dall’orfanotrofio di Phnom Penh, in Cambogia, dove era stato adottato nel 2002.
“Siamo gelosi di chi ora può averti con sé – ha aggiunto il compagno di squadra Bob – Mancheranno a tutti la tua spensieratezza, il sorriso che riservavi a chiunque incontrassi, la tua voglia di vivere e le tue mille domande sulla nostra esistenza. Se solo potessi, non esiterei a dare un giorno della mia vita per averti indietro. Passeremo giorni difficili, giorni in cui piangeremo, ma tu ci guarderai da lassù e il tuo ricordo ci aiuterà ad andare avanti. Un amico è per sempre e tu vivrai per sempre in me”.

È stata poi la volta dell’amica Alessia: “Chi ti conosceva sapeva che dietro le tue facce comiche si celavano i tuoi incubi peggiori, che solo ultimamente stavi provando ad affrontare. Il destino crudele non lo ha permesso, portandoti via troppo presto: ora tu sei lassù, in mezzo a tante anime pronte ad accoglierti, e hai trovato il tuo equilibrio. Io in te vidi tutte le tue potenzialità, spero che ora possa vederle anche tu”.
L’ex compagno di classe Daniele ha invece voluto dedicare a Chetra i versi di una delle sue canzoni: “Non è facile accettare la sorte/ e ogni divisione è una grande ferita/ e forse tutto quanto ci prepara alla morte/ momento in cui dovremmo lasciare la vita: tu sei nell’aria che respiriamo, amico mio, e resterai per sempre con noi”.

Spazio, infine, al ricordo del Gruppo Giovani dell’Oratorio, che ha presentato alcuni oggetti simbolo delle passioni di Chetra e della sua esperienza di vita: “Un girasole, per il tuo carattere allegro, la carta del Pellegrino di Santiago, perché camminare insieme a te è stata un’esperienza unica; una cuffia, per ricordare la tua passione per il nuoto, una macchina fotografica e infine una chiave, perché durante la tua adolescenza hai vissuto momenti che ti hanno fatto crescere, mettendoti in contatto con persone lontane, ma il tuo cuore ha sempre trovato la strada per entrare in sintonia con tutti. Porteremo nel cuore il tuo ricordo, Chetra, e lo custodiremo con cura, come si fa con ciò che è prezioso”.
Al termine della partecipatissima cerimonia il feretro di Chetra è stato accompagnato all’esterno della Parrocchiale dagli amici di sempre, prima che Don Gianni impartisse la sua ultima benedizione. A salutare per l’ultima volta il giovane il lungo applauso di chi non lo scorderà mai.
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M.C.
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