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Scritto Lunedì 27 maggio 2019 alle 11:42

Lecco perduta/167: una cooperativa latteria nel 1931, a Laorca

Via De Amici, la “contrada larga” del vecchio nucleo di Laorca
Una cooperativa latteria sociale venne costituita nel 1931, nel quartiere lecchese di Laorca. L’iniziativa può risultare quanto meno singolare in un rione noto per i tirabagia, le trafilerie, le fabbriche del ferro, la canalizzazione artificiale della Fiumicella con le acque del Gerenzone, per spingere le ruote idrauliche dei forni.
    Stefano Dell’Oro, nativo di Laorca, figlio del maestro Gianstefano, scomparso recentemente all’età di 90 anni, dopo una intensa attività musicale, non solo all’organo della sua parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, ha ritrovato una documentazione relativa alla società cooperativa anonima Latteria di Laorca. E’ un fascicolo, tra l’altro, rinvenuto lontano da Lecco. Stefano Dell’Oro risiede ora a Malgrate ed è lodevolmente impegnato nel volontariato della Croce Rossa.
    La documentazione, tra materiale vario di diversa provenienza, reca la copia dell’atto ufficiale presso lo studio notarile sito in via Roma del dr: Domenico de Stefano, iscritto presso il collegio notarile di Como. I soci fondatori presenti all’atto sono di Laorca, Rancio, Civate, Valgreghentino, Morterone e Lecco. Nel documento, in data 21 dicembre 1931, si può leggere “I suddetti dichiarano di voler costituire, come col presente atto costituiscono, una società anonima cooperativa a capitale illimitato sotto la denominazione “Latteria sociale di Laorca”, con sede in Laorca, reparto di Lecco, all’oggetto di curare la vendita e la lavorazione del latte nonché di sviluppare ed esercitare le industrie agricole”.
    Il consiglio di amministrazione, risulta sempre dall’atto notarile, venne nominato con la presidenza di Giovanni Battista Airoldi, nativo di Rancio, mentre vice presidente è Luigi Bartesaghi, di Laorca. Entrarono nel consiglio Donato Invernizzi, di Morterone, Emilio Ferrario, di Laorca, e Giovanni Battista Casari, pure di Laorca.
    La cooperativa prevedeva un’attività ventennale, ma, come risulta sempre dal documento costitutivo, “potrà sciogliersi anche prima del termine stabilito, quando il capitale sia ridotto alla metà ed i soci non deliberino di reintegrarlo”.
    C’è da chiedersi dove fossero, ma indubbiamente c’erano, nella “rocciosa” Laorca i prati, i fienili, le stalle, i cascinali per una così intensa attività agricola. Erano nella conca del Guggiarolo, dove nasce il Gerenzone, nel breve pianoro di Campovai o in quello di Piazzo di Pomedo, non lontano dal solco della Calolden? Ampi prati sono quelli della distesa che si apre a sud della vecchia strada Lecco-Ballabio, prima della curva di Montalbano. Interrogativi che restano oltre il tempo e gli anni trascorsi, in quanto non vi sono altri elementi sulla storia della singolare cooperativa del latte a Laorca. Certo è che i promotori vollero fare tutto con organizzazione scrupolosa e precisa, tanto da scrivere nel documento di costituzione, che la “convocazione di ogni assemblea, ordinaria e straordinaria, sarebbe stata resa nota otto giorni prima, pubblicata dal giornale il Resegone, edito in Lecco, il quale viene designato organo ufficiale della società”. Il che porta a credere che il bianco non fosse solo quello del latte, ma il colore di tutta la cooperativa.
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A.B.
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