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Scritto Lunedì 10 giugno 2019 alle 14:57

L'assessorissimo e il camaleonte

Caro direttore,
senza essere personalmente presente e senza dover nemmeno passare dal cantun di ball sono stato notiziato attraverso il tamtam di messaggi e messaggini da un cittadino non proprio comune del siparietto che l’altra sera ha chiuso, a microfoni già spenti, il consiglio di Lecco con una sua giovane (e a questo punto decisa) collaboratrice uscita dall’aula dopo aver mandato a quel paese l’assessorissimo Corrado Valsecchi, reo di aver organizzato una visita guidata per la stampa nell’ex municipio di via Roma 51, dopo che la proposta – mi corregga se sbaglio – era stata avanzata proprio dalla sua giornalista. Mi rivolgo proprio a costei: ma cosa si aspettava? Che il candidato sindaco in pectore da illo tempore rinunciasse al suo seguito di addetti stampa mascherati da suoi colleghi? Eddai, non sia così ingenua da non essersi accorta che il salvatore della TV locale non ha ancora smesso di essere sotto i riflettori e dietro gli stessi spendendosi, direttamente o indirettamente, per contattare chiunque abbia o suppone abbia qualche soldo in tasca da investire. Non mi pare si sia dato così tanto da fare per tutte le altre crisi aziendali che hanno investito anche la “sua” Lecco. Eppure per la TV… E non solo per la TV…
Vi risulta niente, della voce che vorrebbe lo stesso assessore in ballo per piazzare sul mercato anche il quotidiano cittadino? Un’occasione da non perdere per i possessori di dobloni, secondo il proponente. Una campagna acquisti per conto terzi che fa un baffo al paghi due compri quattro.
Chissà, invece, come avrà reagito Corradone quando, aprendo il settimanale lecchese dalle cui colonne, dopo la candidatura a sindaco, annuncia spesso grandi piani. C'è una bella intervista, glielo dico io, a un suo acerrimo nemico. Un tale Marco, caro direttore. Le dice qualcosa? Magari cambiando ancora casacca, il Calvetti cambierà anche idea sul Valsecchi. Chissà… Il vostro è un mondo fluido… e mentre il Governo “gialloverde” mira a ridurre i contributi all’editoria (470 milioni di contributi indiretti e 50 di contributi diretti) fino ad azzerarli nel 2022, a Lecco è tutto un fiorire di iniziative atte a depotenziare il concetto di mercato e libera imprenditoria con manovre sotto e sopra le righe. Vuole un altro esempio? Continuo, se mi consente.. Confcommercio per non sapere né leggere né scrivere è direttamente presente nella struttura societaria di un sito online. Su che sa anche questo, alla fine lei è alla testa di un giornale considerato “concorrente” dal direttore Alberto Riva, che già si erge a editore. Col portafoglio dei suoi (ignari?) associati.
Io, che nella vita faccio tutt’altro, mi chiedo quali sono le ragioni di questo ritrovato interesse per la stampa locale. Anche se in effetti, il prossimo anno ci sarà la chiamata alle urne per il comune di Lecco, appuntamento che certamente attrae un po’ tutti i soggetti, istituzionali e no. E questo, qualcosa, da profano, credo c'entri, così a sensazione… altrimenti uno come Valsecchi, come ogni due per tre gli ricorda il buon Paolo Trezzi anche su Leccoonline, avrebbe altro a cui pensare e Confcommercio altro a cui badare.
Si trovi anche lei, caro direttore un protettore… anzi no, quello si associa ad altra professione.
Matrix
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