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Scritto Martedì 11 giugno 2019 alle 17:56

Ballabio: ubriaco guidava l'auto sulla quale è morta una 22enne, il PM chiede 2 anni e mezzo

La sentenza è attesa a inizio luglio quando il giudice per le udienze preliminari Salvatore Catalano dovrà esprimersi relativamente alla posizione di Jonathan G., classe 1994, a processo per omicidio stradale aggravato dalla guida in stato di ebbrezza. Era infatti lui il conducente della Opel Adam che, il 14 maggio 2017, a Ballabio, in località Montalbano, finì fuori strada, schiantandosi contro un muro. Un urto di una violenza tale da provocare la morte di Giada Mornelli, di soli 22 anni, residente a Pozzuolo Martesana. Seduta accanto al conducente la giovane - vittima anche di un trauma da schiacciamento dal sedile posteriore - era apparsa da subito gravissima ai sanitari che erano accorsi sul posto unitamente ai vigili del fuoco e alle forze dell'ordine.

Una foto scattata la notte dell'incidente e a destra Giada Mornelli

Trasferita in ospedale, da subito si era compreso che per lei non c'era più nulla da fare e, trascorse le ore previste dal protocollo, ne era stata dichiarata la morte cerebrale. Feriti ma non in pericolo di vita gli altri amici, ricoverati al Fatebenefratelli di Erba.
Stamani in tribunale a Lecco l'udienza al cospetto del Gup Salvatore Catalano, con l'amico al volante dell'auto - di proprietà della vittima - chiamato a rispondere dell'accusa di omicidio stradale aggravato appunto dallo stato di alterazione alcolica (con un valore di oltre 2 g/l).
La difesa ha chiesto di avvalersi del rito abbreviato che consente come noto lo sconto di un terzo della pena. A questo proposito, tenendo conto delle attenuanti e dello stato di incensuratezza del giovane, il sostituto procuratore Giulia Angeleri - titolare del fascicolo di indagine ereditato dalla dr.ssa Cinzia Citterio, trasferita nel frattempo a Monza - ha chiesto la condanna a due anni e sei mesi di reclusione.
Si torna in Aula il prossimo 9 luglio per la sentenza a seguito delle eventuali repliche concesse alle parti. Quest'oggi era presente in Aula anche il legale che tutela gli interessi della famiglia della ragazza, già parzialmente risarcita in sede civile.
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G.C.
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