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Scritto Domenica 23 giugno 2019 alle 16:18

Si torna a 'sposare' le vie del centro ed a indossare gli abiti della tradizione per il Corpus Domini: Premana non si ferma

La tradizione è secolare ma l'edizione 2019 del rituale Corpus Domini a Premana ha assunto il sapore della rinascita. La comunità, colpita all'improvviso dal nubifragio della scorsa settimana, dopo aver già dato prova della capacità di rimboccarsi le maniche e "lavare via" fango e disperazione, ha saputo quest'oggi trovare la forza, ancora una volta, per "sposare", termine usato lassù, nell'ultimo paese incastonato nella Valle, sul corso di quel Varrone che tanto ha fatto dannare recentemente, per indicare l'usanza di abbellire le anguste vie del centro storico con drappi e lenzuola su cui appendere fiori, icone, segni della devozione e del ricordo.

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"E' stata realizzata a Venezia da un artigiano morto ormai da anni, con la bottega ora portata avanti da una cognata" ci ha raccontato con gentilezza una donna, dopo averci colto in ammirazione dinnanzi ad una tavoletta con incisa finemente una Madonna stilizzata. "Era della nonna di mia nonna" ci ha detto invece, di un altro cimelio del cuore, un giovanotto dal sorriso timido, capace di tradire però quel giusto orgoglio che accompagna l'esporre "gioielli di famiglia" per onorare un'appuntamento che, puntuale, si ripropone ogni anno,  coinvolgendo l'intero paese.

In tantissimi, come sempre, infatti, dopo aver agghingato le viuzze del centro storico, terminata la messa delle ore 10, officiata da don Roberto nell'anno del suo 55esimo di ordinazione sacerdotale, si sono accodati alla processione snodatasi poi lungo un anello di oltre un chilometro prima di far rientro al punto di partenza per l'adorazione conclusiva. Ritrovare il vero significato della festa.

Questo l'invito - utilizzando anche espressioni in dialetto locale - rivolto ai presenti dal sacerdote, con il parroco poi pronto a sottolineare invece come "la gente ha paura del futuro ma non ci salveremo da soli. Non solo dalle intemperie", ricordando altresì come la vera crisi non sia solo quella economica ma "quella dell'amore", esortando a non cedere alla tendenza tanto comune di rinunciare a fare figli, inseguendo altro. In senso di comunità è stato dunque al centro delle riflessioni dei due don, accompagnati in corteo dagli stendardi delle confraternite, dal sindaco Elide Codega affiancata dal comandante della stazione Carabinieri e dai colleghi primi cittadini del territorio, dalla banda, dai bambini con le magliette dell'oratorio estivo e da tanti fedeli, con le donne vestite come vuole la tradizione, con tanto di scialle fiorato sulle spalle e "strasciun" sul capo.
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Ad attendenderli, sul "sagrato", anche un banchetto, forse defilato ma certamente non marginale. Da qualche giorno, con l'appoggio della Fondazione Comunitaria Lecchese,  un gruppo di studenti universitari del paese impressionato dagli effetti del nubifragio del 12 giugno, ha avviato una raccolta fondi "destinata ad associazioni e alpeggi (non a privati) per riuscire a ripristinare la bellezza del nostro territorio, per salvaguardare il legame indissolubile che Premana ha con i suoi monti, per permettere a premanesi e visitatori di continuare a vivere appieno la montagna".

I ragazzi promotori dell'iniziativa

La campagna è stata lanciata tramite Fb ma oggi i giovani promotori hanno scelto di essere presenti anche al Corpus Domini, uno di quei momenti, come i Tre Re a Natale, che scandiscono lo scorrere del tempo in paese. "Siamo qui per intercetare una fascia di popolazione diversa" ci hanno detto, sapendo di essersi fatti carico di una missione che ha bisogno del sostegno di tutti. Ma "Premana non si ferma" e la giornata di oggi ne è stata la dimostrazione.

Per sostenere il fondo:
IBAN: IT87 B085 1522 9000 0000 0501 306 Banca della Valsassina Causale: "Premana non si ferma" Beneficiario: "Fondazione Comunitaria del Lecchese"
http://www.fondazionelecco.org/  
A.M.
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