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Scritto Lunedì 24 giugno 2019 alle 15:47

Calolzio, cari alunni vi scrivo: una professoressa si congeda dalla sua 3^

Riceviamo e pubblichiamo

Alla classe 3 A
Scuola secondaria di primo grado
I.C. di Calolziocorte
   
   
Care ragazze e ragazzi,
siete ormai giunti alla fine del vostro percorso alla scuola media… Vi ricordo ancora il primo giorno di scuola, accompagnati da uno dei vostri genitori, mentre entravate nell’aula a voi destinata;  ciascuno ha preso posto cercando di avere vicino un compagno della ”vecchia” primaria, per sentirsi rassicurato. Sorridevate, ma lo sguardo tradiva un po’ di ansia mentre vi guardavate in giro curiosi. Ad accogliervi c’eravamo noi professori, che ci siamo presentati dicendo quale disciplina insegnavamo, quali regole bisognava rispettare per stare bene insieme nella comunità scolastica, come tenere il diario… Chissà quali pensieri nella vostra mente! Si apriva davanti a voi un intero triennio che vi avrebbe portato dall’infanzia all’adolescenza: sembrava lungo, ma è già finito, e adesso l’impegno finale è quello dell’esame, la prima vera grande prova della vostra carriera di alunni. Il tempo, insomma, è volato: anche se certe giornate vi sono parse interminabili, le lezioni a volte troppo noiose, le difficoltà nello studio insormontabili… Mischiate per fortuna a momenti belli, esperienze importanti, incontri significativi, piccole e grandi soddisfazioni scolastiche e soprattutto umane. Sì, davvero state per voltare pagina chiudendo questo quaderno per aprirne uno nuovo, più da “grandi”, terminato il quale vi troverete pure voi nel mondo degli adulti. Vi ricordate le parole di Giacomo Leopardi? “Garzoncello scherzoso, cotesta età fiorita è come un giorno d’allegrezza pieno, giorno chiaro, sereno […] stato soave, stagion lieta è cotesta”. Magari ora non siete d’accordo con lui, e proprio non percepite tutta questa soavità e gioia; anzi, siete agitati da molte inquietudini, paure, incertezze… I sogni ci sono, certo, ma chissà se si realizzeranno?
Nella graziosa scatola che mi avete regalato (piacevolmente colorata di rosa, uno dei miei colori preferiti) siete tutti insieme nella foto, coi volti sorridenti e gli occhi che guardano verso l’obiettivo del fotografo, ma mi piace pensare che stiate guardando verso il Futuro. E mi piace pensare che ognuno di voi si impegnerà a fondo perché il suo sogno diventi un giorno realtà. E quel giorno sarà felice, una felicità che potrete condividere con le persone che amate e vi sono state accanto per aiutarvi nel vostro percorso. Ecco, vorrei poter dire di avervi accompagnato per una piccola parte del vostro viaggio. Sulla scatola avete incollato tre simboliche copertine delle materie che insegno: italiano, storia e geografia… Sono tutte e tre importanti, ma voi sapete che quello che abbiamo letto, imparato, discusso e commentato insieme io lo chiamo semplicemente Cultura: un patrimonio di conoscenze, idee, valori che si costruisce con lo studio, la curiosità, la fatica, la passione, e che costituisce la vera ricchezza della nostra esistenza. Una ricchezza che nessuno potrà toglierci mai e che ci rende davvero liberi. Naturalmente, dentro il vostro Sapere, cercate di custodire anche i versi di alcune poesie che sentite vicine a voi, che vi hanno emozionato e vi hanno aperto la mente… Ricordarle sarà piacevole a ogni età! 
Che altro posso dirvi? Sono stata felice di avervi avuto come alunni e di aver condiviso con voi questi tre anni; vi terrò sempre con affetto nel mio cuore insieme alle poesie più amate, ai ricordi più cari e ai sogni più preziosi. E nel lottare per raggiungere i vostri sogni, fate in modo di non perdere mai la dignità e il rispetto vostro e altrui; di agire sempre con onestà e trasparenza, di diventare donne e uomini capaci di vedere “col cuore” anche quell’essenziale che “è invisibile agli occhi.” E ogni tanto ricordiamoci di alzare gli occhi al cielo: è così meraviglioso l’universo palpitante di stelle! Forse ce n’è una per ciascuno di noi, che da lassù ci protegge e dove, chissà, un giorno lontano volerà la nostra anima.

Un grande abbraccio,
                                 
                                                          Antonella Ronchetti
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