Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 69.815.857
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Mercoledì 26 giugno 2019 alle 08:38

In viaggio a tempo indeterminato/82: nel luogo più umido del pianeta

In India è la stagione dei monsoni.
Sì, sembra una frase apocalittica di quelle da film.
I monsoni, in realtà, altro non sono che piogge più o meno prolungate e intense, che colpiscono il Paese in questo periodo dell'anno.
Oltre a portare tonnellate di acqua, sono in genere accompagnate da temperature molto alte e un'umidità che dire del 100% è dire poco.
Per sfuggire temporaneamente alla fronte che gocciola come stesse piovendo e alla sensazione di camminare dentro un forno accesso, abbiamo deciso di passare qualche giorno nello stato del Meghalaya, dove le temperature in questa stagione sono attorno ai 20 gradi.

VIDEO



Già il nome ci intrigava moltissimo, forse perché suonava un po' come quelle città dei cartoni animati o dei film di fantascienza.
Appena arrivati a Shillong, la capitale, ci siamo accorti che lo stato del Meghalaya, nel nord est dell'India, non solo esisteva davvero ma era anche un luogo molto molto particolare.
Prima di tutto perché non sembra affatto di essere in India... o meglio non nell'India come la si intende in senso classico.
Non ci sono turbanti in Meghalaya, ma donne che indossano dei vestiti a quadretti che ci hanno ricordato un po' le tovaglie delle trattorie italiane.


In questo Stato, tutti parlano perfettamente inglese perché lo imparano a scuola.
Non potete capire quanto sia stato bello per noi poter parlare tranquillamente con la gente del posto, capirci e conoscere meglio la loro cultura.
Così abbiamo scoperto che sono di etnia Khasi e che hanno una società di tipo matriarcale.
Sono le donne a dare il cognome ai figli, i mariti vanno a vivere a casa delle mogli e la figlia più giovane della famiglia eredita tutto.
Insomma l'esatto opposto di quello che succede nel resto del Paese!
E poi la maggior parte della popolazione è di religione cristiana. La domenica tutti i negozi sono chiusi e le persone indossano i loro vestiti eleganti per andare a messa.
Davvero un'India "fuori da comune".


E poi il cibo!!
Per la prima volta in 6 mesi in India abbiamo trovato del cibo non piccante e non speziato che era davvero non piccante e non speziato.
Nel resto del Paese, anche chiedendo in ginocchio qualcosa di "please no spicy!" (per favore non piccante!) avevamo il 99% di possibilità di ricevere un piatto piccante.
Ma non in Meghalaya dove la cucina tradizionale Khasi si basa su riso, carne di pollo, maiale e manzo e verdure, tutto rigorosamente non piccante.
Sì, carne!
È stato uno shock per noi vedere che qui si mangia carne, soprattutto quella di maiale che è introvabile nel resto del Paese, ma che in Meghalaya è una vera prelibatezza e una bontà. E soprattutto, cosa molto importante in un viaggio a basso budget come il nostro, costa davvero pochissimo.
Il piatto nella foto sotto ci è costato meno di 0,50€. Aggiungendo la carne saremmo arrivati a 0,80€ ma non volevamo fare gli esosi!


Ma prima di arrivare qui, avevamo letto qualche informazione online su questa zona dell'India e avevamo scoperto che la principale attrattiva di questa regione è la natura selvaggia e incontaminata.
E infatti il Meghalaya non si smentisce.
Ci è bastato percorrere la strada per arrivare a Shillong per essere immersi in paesaggi magnifici.
Alte colline ricoperte di vegetazione.
Cascate e fiumi qua e là.
Prati verdi e laghi.
La chiamano la "Scozia dell'est" e basta dare un'occhiata attorno per capire perché.
Ma c'è di più.


Un piccolo dettaglio che avevamo sottovalutato...
Questa è anche una delle zone più umide dell'intero pianeta Terra!
La quantità di piogge che cade qui è maggiore rispetto a tutti gli altri luoghi del mondo.
Forse quelle costanti nuvole basse dovevano darci qualche segnale.
Calcolando che questa è anche la stagione delle piogge, ecco che la combinazione si fa davvero "letale".
Così per scappare dal calore del forno accesso del resto dell'India, siamo finiti in quello del bagno turco... almeno, alla fine, avremo una bella pelle!  

Le nostre avventure continuano ogni giorno sulla pagina Facebook- Beyond The Trip , su Instagram e ogni settimana qui su LeccoOnline.
Articoli correlati:
16.12.2017 - IN VIAGGIO A TEMPO INDETERMINATO
Angela e Paolo
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco