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Scritto Lunedì 08 luglio 2019 alle 10:18

Erve: 40esimo compleanno per la sezione AVIS, in regalo un DAE in ricordo di Giuseppe Galimberti

40 anni di solidarietà, di generosità disinteressata e di duplice unione… insomma, 40 anni di Avis. Ha spento domenica le sue candeline da record, la sezione di Erve, dal 2002 incorporata con quella calolziese ma ancora orgogliosa del proprio passato di impegno e indipendenza. La sua biografia – racchiusa nella memoria storica della popolazione tanto quanto nelle parole della Presidente Avis di Calolziocorte, Roberta Galli – è stata così raccontata partendo dal libro del 50° anniversario del sodalizio di Calolcio, il quale contiene un articolo intitolato "Due Avis mano nella mano" proprio in nome di quell’iniziale “separazione” che ha visto circa una ventina di abitanti Erve unirsi per creare una sezione a sé, concretizzatasi con la creazione, il 12 luglio 1975, del primo consiglio capitanato dal capogruppo Riccardo Bolis. Poi, dopo quasi quattro anni di duro lavoro, ecco finalmente la tanto attesa autonomia, ufficializzata l’11 marzo 1979 e “festeggiata” proprio ieri a quarant’anni di distanza.

Il fondatore della prima sezione Avis di Erve, Riccardo Bolis

Una generosità, quella dell’associazione, manifestatasi questa domenica anche con un originale regalo di compleanno, ovvero la collocazione di un defibrillatore proprio di fronte al campo di calcetto del Comune di Erve, donato unitamente dal sodalizio e dagli eredi del compianto calolziese Giuseppe Galimberti. “Già l’Avis di Calolzio, nel proprio consiglio direttivo, aveva deciso di donare un defibrillatore: in occasione del cinquantesimo anniversario della nostra fondazione abbiamo, infatti, donato un DAE all’oratorio di Foppenico e successivamente abbiamo chiesto anche agli altri oratori, ma erano già tutti ben forniti” ha spiegato la Presidente Galli, sottolineando come la scelta si sia così immediatamente spostata sul Comune di Erve, poco prima dell’improvvisa scomparsa di Galimberti, che ha sconvolto amici, parenti e avisini.

A far rifiorire il progetto è stata la volontà dei nipoti che, attraverso la propria donazione all’Avis di Calolzio, hanno chiesto che la somma di denaro regalata fosse usata per l’acquisto di un DAE, in ricordo proprio dello zio deceduto a causa di un infarto a cui i soccorsi non sono riusciti a prestare aiuto in tempo.
Un uomo semplice e un “donatore silenzioso” che, attraverso le parole del nipote Paolo Autilitano, è stato ricordato per il proprio gran cuore e per la genuinità con cui amava parlare con le persone pur rimanendo umile nel proprio quotidiano.
“In occasione di questa importante ricorrenza abbiamo davvero accolto con entusiasmo la vostra proposta di lasciare alla comunità una concreta testimonianza frutto della generosità dei famigliari del compianto dottor Galimberti di Calolzio: grazie a voi questo campo di calcetto sarà dotato di un defibrillatore la cui presenza è ormai indispensabile nei luoghi in cui si pratica sport” ha chiosato il sindaco di Erve nonché avisino, Gian Carlo Valsecchi. “Questo è un cammino popolato da tante persone che si sono sentite, e ancora si sentono, parte di un progetto con finalità chiare e altruistiche. Quando si dona il sangue, si dona sé stessi: credo che nessun’altra associazione esprima in termini così semplici il concetto di dono nella sua espressione più completa. Quando si riceve un dono la parola che viene più spontanea è ‘grazie’: parola poco usata e spesso data per scontata, e per questo conviene ripeterla a tutti voi”.

Paolo Autelitano, Roberta Galli, Claudia Bolis e il sindaco Gian Carlo Valsecchi

All’intervento del primo cittadino si sono così riallacciati il vicesindaco di Calolzio Aldo Valsecchi – che ha ricordato come “compiere gli anni non sia mai un traguardo, ma una nuova partenza forte di 40 anni di esperienza” – e il capogruppo della sezione di Erve nel consiglio Avis calolziese Caludia Bolis che si è detta convinta di quanto “l’unione garantisca il successo”.
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La cerimonia è poi proseguita con l’inaugurazione ufficiale del defibrillatore e la sfilata – capitanata dal Premiato Corpo Musicale Donizetti di Calolziocorte, dai labari delle sezioni Avis di Costa Masnaga, Merate, Olginate, Suello-Cesana-Bosisio, Lecco, Brivio e Calolzio, nonché da quelli delle Penne Nere, dei volontari del Soccorso e dall’associazione Pro Erve – fino al cimitero con il supporto della Polizia Locale, dove don Stefano ha guidato la preghiera e il momento di raccoglimento dedicato ai defunti avisini di fronte al loro monumento.
F.A.
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