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Scritto Lunedì 08 luglio 2019 alle 18:12

Valmadrera: travolse e uccise una giovane, per il consulente l'impatto fu inevitabile

È proseguita nella tarda mattinata odierna l'istruttoria dibattimentale del processo a carico dell'uomo che il 9 settembre del 2017, sulla via XXV aprile dello stesso Comune, ha investito e ucciso una ragazza di 20 anni di origini rumene, Diana Gabriela Mateianu, arrivata pochi giorni prima nel lecchese per trovare il fidanzato. Omicidio stradale ai sensi dell'articolo 589 bis l'accusa formulata a carico dell'imputato.
L'udienza odierna è stata tutta incentrata sull'analisi della perizia della difesa -rappresentata dagli avvocati Michele Cervati e Laura Redaelli- affidata all'ingegnere Fulvio Romualdi, che si occupa di ricostruzioni cinematiche in merito ai sinistri stradali.
I risultati dei calcoli effettuati dal perito, grazie all'analisi delle telecamere di sorveglianza poste sulla strada, in estrema sintesi portano il professionista a ritenere che la morte della ragazza sia da imputare al suo improvviso e repentino attraversamento della via, non dando la possibilità al conducente del mezzo di poter reagire ed evitarla. In particolare il tecnico ha evidenziato al giudice che il tempo intercorso tra l'impegno dell'attraversamento e l'impatto con la vettura è di soli 1,6 secondi, troppo poco per poter frenare. Incalzato dalle domande del giudice Martina Beggio, l'ingegnere ha affermato di non aver potuto calcolare la velocità del mezzo guidato dall'investitore solo dalle telecamere ma che, con un calcolo approssimativo effettuato sullo sbalzo del corpo della ragazza, non possa essere stata superiore ai 40-50 km/h.
Il processo è stato aggiornato al prossimo 17 settembre, per la discussione finale.
B.F.
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