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Scritto Mercoledì 10 luglio 2019 alle 08:38

Monte M.: tre anni dopo germoglia ‘Il seme sotto la neve’ nel ricordo di Davide e Luca, con il libro di mamma Anna Maria

Parole come antidoto al dolore, parole per dare un senso concreto alla memoria, parole per raccontare un amore che non può fermarsi nemmeno di fronte alla morte, ma che anzi diventa un seme di speranza, pronto a germogliare in nuovi incontri, amicizie e dolori condivisi, apertura ad altre realtà e azioni destinate a lasciare un solco profondo. Esattamente tre anni dopo quella tragica notte, nella serata di ieri, martedì 9 luglio, l’intera comunità di Monte Marenzo si è riunita nel salone dell’oratorio per ricordare Davide Malighetti e Luca Formenti, prematuramente strappati alla vita da un destino beffardo che nel 2009 aveva investito anche il giovane olginatese Massimiliano Bianchi, compagno di banco di Davide all’Istituto Rota di Calolziocorte.

Massimo Tavola e Anna Maria Scapolo

Un crescendo di emozioni, quello che ha accompagnato la serata, in cui le parole in versi di una mamma si sono intrecciate alla musica di tre ragazzi, facendo almeno intravvedere la risposta a un dramma che un senso non si pensava potesse averlo mai: con la chitarra e il violino tra le mani, Massimo Deo, Emanuele Panzeri e Andrea Dall’Olio hanno infatti magistralmente trasposto sulle note dei loro pentagrammi le parole che Anna Maria Scapolo – mamma di Davide Malighetti – ha racchiuso nel suo primo libro, presentato grazie anche alle voci di Elisa Barachetti e Massimo Tavola.

Luca Formenti

Massimiliano Bianchi

Davide Malighetti

“Il seme sotto la neve” – 4 racconti e 24 poesie, di cui una in dialetto veneto – è la prima antologia firmata dalla scrittrice, che all’inizio di quest’anno ha trovato la forza e gli stimoli giusti per raccogliere in un unico volume buona parte della sua produzione, con opere fuoriuscite dalla sua penna durante la gioventù, spesso in soli pochi istanti, altre ai tempi della nascita del primogenito, altre ancora in momenti più recenti: un concentrato, dunque, di piccole storie, istanti impressi nel cuore ed emozioni indimenticabili fra cui – non troppo sotto traccia – non poteva che insinuarsi il ricordo dell’amato figlio Davide, così come degli amici Luca e Massimiliano.

Massimo Deo, Andrea Dall’Olio, Emanuele Panzeri

Ed è proprio pensando a quest’ultimo che nel 2010 Anna Maria Scapolo aveva composto “Già ci sei”, quella che forse è la poesia “topica” del libro, il cui primo verso dà il titolo all’intera raccolta. “Sei anni dopo mi sono trovata a riprenderla in mano, a “riattualizzarla” nel mio, di dramma: negli ultimi tre inverni, quando al cimitero osservavo il soffice manto bianco che copriva prati e tombe, mi sono convinta ancora una volta che la speranza, proprio come un piccolo seme sotto la neve, è sempre lì, pronta a germogliare nei nostri cuori” ha affermato commossa Anna Maria Scapolo, proponendo al pubblico che ha affollato l’oratorio uno dei suoi racconti, ispirato alla sua infanzia in campagna, e cinque poesie, con le letture intervallate dai brani di Massimo Deo, Emanuele Panzeri e Andrea Dall’Olio.

VIDEO




Sono stati questi ultimi, con i loro strumenti, ad affiancare l’autrice anche nel completamento di uno dei suoi piccoli capolavori, creando la melodia per una sua speciale versione del Padre Nostro. “Dio ce lo ricorda sempre, la morte non è una fine” ha commentato il parroco di Monte Marenzo don Giuseppe Turani. “Quella di Davide e Luca è stata davvero un seme per la nostra comunità, un seme di nuovi incontri, di condivisione del dolore, di apertura all’altro: nei nostri giovani, grazie a loro, c’è qualcosa di latente, che prima o poi germoglierà in tutta la sua bellezza”.

Elisa Barachetti

Intanto, come ha sottolineato anche Massimo Tavola, il lavoro di Anna Maria Scapolo – fortemente sollecitato dal marito Gianmarco e dal figlio Alessandro, e condiviso anche con le mamme di Luca e Massimiliano che hanno voluto aggiungervi alcuni pensieri personali – è già diventato il segno concreto di un amore che non si ferma alla memoria, ma diventa azione: l’intero ricavato della vendita del libro sarà infatti devoluto a favore dell’attività della dottoressa Micol Fascendini, amica di famiglia dell’autrice e legata alla comunità di Monte Marenzo, che da tempo sostiene in vari modi il suo operato in Africa con il CCM, Comitato di Collaborazione Medica con sede a Torino.

Sulla destra Erica e Daniela, le collaboratrici della dottoressa Micol Fascendini

Don Giuseppe Turani

Il dottor Mario Pigazzini, psicoterapeuta che ha proposto alcune chiavi di lettura delle poesie di Anna Maria Scapolo

“La nostra associazione è impegnata da oltre mezzo secolo nel Continente Nero per garantire il diritto alla salute delle fasce più fragili e povere della popolazione che vive in aree in forti difficoltà quali il sud Sudan, l’Etiopia e il Kenya” hanno spiegato Erica e Daniela, due collaboratrici della dottoressa Fascendini presenti a Monte Marenzo. “I nostri interventi si concentrano su progetti specifici negli ospedali e in centri di cura, ma anche nelle città: a Nairobi, per esempio, il CMM offre aiuto e supporto concreto a bambini e ragazzi di strada, che altrimenti non avrebbero nessun futuro”.

“Anche la nostra attività, quindi, è un seme di speranza” hanno poi concluso, ringraziando la comunità di Monte Marenzo per i costanti contributi economici al CMM ai quali si è aggiunto quello consegnato loro nella serata di ieri da don Giuseppe con un assegno. Già questo gesto, insieme agli occhi stracolmi di emozioni di Anna Maria Scapolo e del pubblico in sala, avrebbero potuto coronare una serata che in adulti, giovani e anziani – in un intero paese – ha sicuramente lasciato una forte impronta: l’ultima parola, però, è stata lasciata alla musica. Perché “Anna avrebbe voluto morire, Marco voleva andarsene lontano” – forse proprio come i genitori di Davide – ma “qualcuno li ha visti tornare, tenendosi per mano”.
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Benedetta Panzeri
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