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Scritto Mercoledì 10 luglio 2019 alle 19:04

Il reddito dell'inganno

Cara Leccoonline
La scoperta della lavoratrice in nero che percepisce anche il reddito di cittadinanza (rdc) non è da leggere, a parer mio, come “fatta la legge trovato l’inganno” ma come “l’inganno della legge”, riprova che han legiferato così male da servire un’autostrada per i furbi.
Non è una scusante per i furbi , ma il difetto sta nel manico.
Il rdc per serietà doveva esser elargito solo dopo aver reso concreta e operativa tutta la filiera: navigator, centri per l'impiego, verifica domande, controlli, i 3 posti di lavoro da offrire.
Cosi invece oggi anche chi lavora in nero può farla facilmente franca. Addirittura non si capisce perché la Legge permette di rifiutare anche tutti e tre i lavori proposti in un anno e continuare lo stesso a percepire il rdc per tutti i 12 mesi.
Oggi si rischia solo di trovar la punta dell'iceberg dell'evasione, della furbizia (che non è una virtù) e del ladrocinio. Di chi lavora in nero e di chi fa lavorare in nero, perché al Governo interessava la propaganda, non l'effettivo sostegno attraverso un lavoro.
Insomma, c'era un'urgenza elettorale e propagandista di dare senza tante verifiche i soldi a pioggia e ora, dopo mesi dall'entrata in vigore della Legge, non è neppure stato assegnato un posto uno di lavoro e i controlli son tutti casuali. I soldi, di tutti noi, invece si sprecano.
Paolo Trezzi
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