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Scritto Venerdì 04 ottobre 2019 alle 17:00

Il Corno Regismondo nella Gioconda di Leonardo da Vinci? La suggestione di Gianmario Maver e le foto che lo 'provano'

Semplice suggestione o verità? Ai posteri (o agli attenti osservatori di oggi) l’ardua sentenza. Certo è che la riflessione di Gianmario Maver – volto noto nel mondo dell’escursionismo lecchese, anche in qualità di presidente dei “Beck” – sembra non lasciare adito a molti dubbi: il monte visibile sulla sinistra del più celebre quadro di Leonardo da Vinci, “La Gioconda”, alla destra della misteriosa donna che domina la scena, potrebbe essere nientedimeno che il Corno Regismondo, tra il Coltignone e il San Martino sul territorio comunale di Abbadia Lariana, la cui vetta – “terrazza panoramica” sulla città di Lecco – raggiunge i 1.253 metri di altezza.

Il particolare della Gioconda “sotto esame”

Un confronto di immagini effettuato dallo stesso Gianmario Maver

Non è la prima volta che un’idea di questo tipo “rimbalza” nella mente di Maver: era stato sempre lui, qualche anno fa, a scoprire nelle grotte di Laorca – non lontano dalla sua casa – un anfratto ricoperto di edera che “nascondeva” una statua della Madonna con il bambino, risalente a un periodo anteriore a quello del Genio vinciano e pertanto possibile fonte di ispirazione, nel contesto naturale in cui si trovava, tra stalattiti e “tronconi”, per “La Vergine delle rocce”.

Gianmario Maver

Un’immagine delle grotte di Laorca, possibile scenario de “La Vergine delle rocce”

“Non sono uno studioso, ma quantomeno posso definirmi un attento osservatore, e poi le foto sembrano parlare da sé” ha commentato Gianmario Maver in merito alla sua ultima suggestione, ricordando che insieme al gruppo dei “Beck” ha impiegato almeno una decina di anni per sistemare un sentiero proprio sul Regismondo, al quale fino a poche settimane fa – quando ha raggiunto il traguardo della pensione – ha potuto gettare uno sguardo praticamente ogni giorno andando al lavoro. “Ormai è parecchio tempo che rifletto su questa idea, di cui mi convinco ogni volta che da Civenna vedo i due “golfi” di Mandello e Abbadia, praticamente identici a quelli raffigurati nel quadro leonardesco: è impressionante, poi, notare lo stesso “triangolino” di montagna a fianco del Regismondo, più scuro perché ricoperto di piante, così come la forma dell’ansa del fiume, altrettanto ben visibile nel dipinto”.

Alcuni scatti da diverse prospettive del paesaggio “riconosciuto” nel dipinto leonardesco

Una riflessione, quella sul Regismondo, per cui il presidente dei “Beck” ha trovato un sostegno nel “Ragno” Dino Piazza, che a sua volta aveva raccolto la stessa idea da un religioso esperto di Leonardo da Vinci che, dopo una camminata sul San Martino, aveva riferito la medesima impressione. “Sicuramente in tanti mi daranno del pazzo, ma credo di conoscere questi luoghi abbastanza bene per poter sostenere una cosa simile” ha concluso Gianmario Maver, con la sola ambizione di poter dare vita a un dibattito sul tema, pur nella consapevolezza che “soltanto Leonardo potrebbe rispondere a questo affascinante interrogativo…”.

B.P.
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