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Scritto Giovedì 28 novembre 2019 alle 14:31

Valmadrera, inceneritore: ''impianto monitorato ed efficiente'', interventi migliorativi su turbogruppo e linea 1

E’ stata illustrata, nel corso della seduta consiliare di mercoledì 27 novembre a Valmadrera, la Relazione del Comitato Tecnico Scientifico costituito per la verifica del rispetto, da parte di Silea S.p.A., delle prescrizioni contenute nell'A.I.A. nonché per effettuare controlli relativi all'attività produttiva in generale, formato dal Presidente Mario Raimondi, Giuseppe Castagna e Diego Rosani, quest’ultimo subentrato a Marcello Rusconi lo scorso giugno.


L'impianto di Silea Spa

“L’impianto è monitorato e gestito in maniera efficiente: abbiamo verificato la disponibilità ad investimenti migliorativi che porteranno a risparmio energetico, riduzione di rifiuti in entrata e utilizzo di fonti rinnovabili – ha spiegato Mario Raimondi, affiancato dal Direttore Generale Marco Peverelli –. Per quanto riguarda le ceneri pesanti (scorie), esse rappresentano il 16% dei rifiuti totali avviati a termovalorizzazione. Società specializzate separano e recuperano la parte metallica e quella inerte, quest’ultima riutilizzata in edilizia. Il residuo non recuperabile delle ceneri pesanti, lo 0,04% dei rifiuti totali avviati a termovalorizzazione, va in discarica, previa ulteriore stabilizzazione”.
In relazione allo studio condotto sul particolato atmosferico (PM2.5) dal dottor Massimo Del Guasta, “durante la stagione fredda l'impatto dell'inceneritore sui valori risulta irrilevante”. “Le fonti più importanti – è scritto nel rapporto - sono rappresentate da quelle di riscaldamento e dal traffico veicolare, con un impatto modesto da parte dell'impianto di smaltimento rifiuti per incenerimento”. Per quanto riguarda invece la parte estiva, “nessun picco di PM2.5 è imputabile ai camini Silea, l'impatto dell'inceneritore sui valori medi e di picco registrati alle tre centraline è risultato irrilevante per tutto il periodo di osservazione luglio-agosto 2018”.
Raimondi ha inoltre presentato l'intervento di sostituzione del turbogruppo del termovalorizzatore, della griglia di combustione e della torre di lavaggio fumi della linea 1: “Queste tre opere determinano un miglioramento in termini di affidabilità, durata e funzionalità”.



Rispetto al 2017, i livelli di ossidi di azoto prodotti da linea 1 e linea 3 “sono diminuiti di oltre il 20%, grazie alla sostituzione e all’incremento del materiale catalitico del sistema DeNOx, realizzato nel dicembre 2017 sulla linea 1 e nel marzo 2018 sulla 3”. Nel complesso, durante l'anno 2017 sono stati avviati alla termovalorizzazione 100.532.122 chili di rifiuti, che hanno prodotto 77.144.803 kWh di energia elettrica.
“L'inquinamento termico al momento deriva dal 79% dei rifiuti non riciclabili, disperso nell'ambiente, mentre l'energia elettrica prodotta dai rifiuti non riciclabili proviene dal 21% degli stessi. Grazie al Teleriscaldamento, tuttavia, innalzeremo la percentuale di energia prodotta dai rifiuti al 55%. La utilizzeremo come fonte di calore in inverno e solamente il 13%, a fronte dell'attuale 63%, verrà disperso nell'ambiente”. Tra le possibili fonti del sistema di Teleriscaldamento, le biomasse, il solare termico, i cascami energetici, ossia gli scarti di produzione provenienti dalle attività industriali, e la pompa di calore fatta funzionare con l'acqua del lago. “Il prossimo 9 dicembre avverrà l'apertura delle buste contenenti le offerte relative alla gara per la realizzazione dell'impianto di termovalorizzazione”.


Al via dunque, dopo l’illustrazione della relazione, il dibattito in assise. “Questa presentazione mi ha quasi convinto: il forno inceneritore sembra essere una macchina “magica”, che fa sparire i rifiuti e produce energia elettrica. Dove finisce, però, il restante 80% dei rifiuti prodotti?” ha chiesto Mauro Dell’Oro (“Ascolto Valmadrera”). “La materia non si distrugge, ma si trasforma e, secondo l’Ispra, solo il 20% resta come cenere. La conformazione orografica del nostro territorio non permette la dispersione degli inquinanti emessi dall’inceneritore. Gli studi dimostrano chiaramente che c’è un’incidenza delle emissioni nel rischio di contrarre determinati tipi di tumori, in particolare quelli epatici e delle vie biliari. Avrei voluto sentir parlare anche di questi dati”. È stata poi la volta di Flavio Nogara (Lega): “Non sono state presentate le criticità rilevate. O, per caso, non ce ne sono? Mi sarebbe piaciuta un’analisi degli audit effettuati. Inoltre, il Comitato ha valutato lo spegnimento del forno?”.
Ad intervenire anche Guido Villa di Ascolto Valmadrera: “I dati illustrati lasciano dedurre la volontà di una continuazione del funzionamento dell’inceneritore, cosa che la stragrande maggioranza dei cittadini non vuole”.
A rispondere è stato direttamente il sindaco Antonio Rusconi: “Quest’anno saranno bruciate al massimo 70.000 tonnellate: i dati non danno variazioni notevoli. Il Comune ha sempre dialogato con i paesi vicini e ha dato la sua disponibilità per un tavolo con la Regione, che non ha mai messo in discussione la prosecuzione della vita dell’impianto. Il nostro bilancio sta in piedi anche con 150.000 euro in meno rispetto alle previsioni fatte sull'utilizzo di 100.000 tonnellate di rifiuti. L’analisi epidemiologica va inoltre citata nella sua interezza: la posizione di Valmadrera, Civate, Malgrate e Galbiate rispetto alle particolari malattie non è “strategica”. Approfondiremo l’argomento magari in una riunione informale con l’ex sindaco Donatella Crippa, componente del CDA di Silea”.
A concludere di nuovo Raimondi: “In una combustione ciò che contiene carbonio produce delle volatilizzazioni. Si sta lavorando sull’economia circolare, per quanto riguarda il trattamento del rifiuto. Noi abbiamo solo scritto come funziona effettivamente l’impianto e i risultati che dà, il problema è che qualcuno sembra non riuscire a fidarsi di questi studi. I controlli ci sono, sono reali ed effettivi”.
M.C.
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