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Scritto Mercoledì 08 gennaio 2020 alle 15:34

Le zone rosse e i cammelli calolziesi

Gentile redazione

Nessuno sa dire con certezza se alcune bizzarrie della vita politica siano effettivamente dovute alla scellerata azione degli uomini o dipendano dai cicli climatici ricorrenti. La sola cosa certa è che l'esposizione dei cittadini alle intemperie e alle brutalità degli elementi è ancora fortissima, persino nelle società a tecnologia avanzata ma con Amministrazioni a guida leghista. Lunedì nei pressi della stazione ferroviaria di Calolziocorte, infatti, un po' per fare il paio con il livello dei servizio dei treni regionali, hanno sorprendentemente invaso la "zona rossa", che il Comune anzitempo aveva tracciato per non far passare e sostare migranti e richiedenti asilo, percorrendo la strada indicata dalla Cometa addirittura tre veri cammelli con in dorso, o meglio in gobba, tre uomini d'oriente bardati.
Polizia, vigili e autorità non sapevano più cosa fare. Se applaudire o arrestare. Alla fine, probabilmente perché portavano regali, almeno per un giorno, li han lasciti passare e gli han suonato pure la Banda. E dietro plaudenti la corte di Re Erode e quella del Sindaco Ghezzi.

Piccoli misteri occidentali e calolziesi.

Beppe Valsecchi
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