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Scritto Venerdì 17 gennaio 2020 alle 14:32

Calcio: il Lecco attende il Novara, ricordi di un campionato in B con un inizio 'da brividi'

Domenica 19 gennaio alle 17.30 si gioca al Rigamonti Ceppi la partita Lecco-Novara. L’arrivo della squadra piemontese porta a ricordare il primo match del campionato di serie B del 10 settembre 1967, da parte del Lecco appena retrocesso dalla terza e sinora ultima stagione in A. L’estate era trascorsa con ripetute dichiarazioni di voler ritornare subito nella massima serie, ma nel contempo si erano verificate le dimissioni del presidentissimo Mario Ceppi, deluso dai risultati ottenuti. Era stato segnalato, intanto, in corsa per la successione l’imprenditore Giovanni Mambretti. Però, proprio nell’ultima settimana prima dell’inizio del nuovo campionato di serie B, il presidente Ceppi, dopo ripetute dichiarazioni di abbandono, era ritornato sulla sua decisione riprendendo il comando del Calcio Lecco. Giovanni Mambretti veniva nominato vice presidente vicario.
La novità dell’estate 1967 per il Lecco era stato l’arrivo di Eraldo Monzeglio, azzurro mondiale due volte negli anni anteguerra 1940 e già allenatore in serie A, dalla Juventus al Napoli. Sarà una permanenza breve, purtroppo, quella di Monzeglio al Lecco, con le dimissioni dall’incarico dopo due mesi: rimaneva ad allenare Angelo Piccioli. La partita casalinga con il Novara del 10 settembre 1967 doveva essere, nelle speranze della vigilia, il primo passo di un cammino rapido verso il ritorno in serie A. Il Lecco riuscì soltanto a pareggiare (1 a 1), come sottolineava nel titolo un periodico locale. Ma non solo, al penultimo minuto ci fu il grande brivido: due novaresi a pochi passi dalla porta non riuscirono a sfruttare una favorevolissima occasione dovuta ad un difettoso intervento della difesa bluceleste. Ebbene: prima vittoria casalinga rinviata. Il Lecco la domenica successiva pareggiava a Genova 1 a 1, ma al successivo impegno sul terreno amico del Rigamonti perse addirittura, per una sfortunata autorete contro il Pisa, per 1 a 0.


Titolo di un quotidiano locale del settembre 1967

Monzeglio dichiarò: “E’ una beffa che non meritavamo”, ma la vittoria casalinga è ulteriormente rimandata. Quando avrà luogo? Addirittura nel febbraio 1968, giocando in casa contro il Genova e vincendo per 2 a 1, con reti di Azzimonti e Saltutti. Al termine del campionato di serie B il Lecco è, purtroppo, lontano dalle posizioni di alta classifica per aspirare al ritorno in A. Si riparla di promozione nell'annata successiva, 1968/1969, ma le non buone condizioni di salute di Mario Ceppi lo vedono cedere la guida della società a Giovanni Mambretti. La squadra viene affidata ad un nuovo tecnico, Renato Gei, che ha giocato in particolare in Fiorentina e Sampdoria, vestendo anche la maglia azzurra della Nazionale. La stagione inizia al Rigamonti, davanti a 10.000 spettatori, chiamati a Lecco dall’Inter che affronta i blucelesti per la Coppa Italia. Il risultato è di 1 a 1: alla rete di Mazzola, il Lecco risponde con la marcatura di Calloni, neo acquisto dal Novara. Nel Lecco scende in campo, ma lo farà per pochissime volte, l’ex juventino Fascetti, che passerà poi ad altra società. Debutta, invece un giovane ventenne che arriva dall’Atalanta, Gianpietro Marchetti, che disputerà tutte le 38 partite del campionato di B, trasferendosi poi alla Juventus, dove sarà protagonista di numerosi campionati dei bianconeri, anche con la conquista dello scudetto.


Eraldo Monzeglio e Gianpietro Marchetti

Le impressioni favorevoli scaturite dalla partita con l’Inter vengono, però, rapidamente ridimensionate dai primi due incontri casalinghi, dove il Lecco non va oltre il pareggio con Modena e Ternana, e con il primo in trasferta, dove viene sconfitto per 2 a 0 a Brescia. Risultato finale del campionato: il Lecco retrocede in serie C, girone A, dopo due campionati in B che erano iniziati con il grande sogno di un ritorno nella massima serie calcistica nazionale.
Vale ora la pena di ricordare la presenza nel Lecco del '68/'69 di Gianpietro Marchetti, che disputò tutte le 38 partite del campionato, segnando anche tre reti, guarda caso, tutte lontano dal terreno amico del Rigamonti: a Cesena, Ternana e Perugia. Merita di essere citato, appunto, questo ragazzo ventenne che, dopo il campionato in B con il Lecco, passò alla Juventus dove ha giocato dal 1969 al 1974, disputando 102 partite, realizzando 6 reti e conquistando due scudetti, nel 1972 e nel 1973, vestendo cinque volte la maglia della Nazionale, sette volte quella dell’Italia under 21 e 1 volta quella dell’under 23.
Tanti anni dopo ci complimentiamo con Gianpietro Marchetti e sarebbe anche interessante intervistarlo per chiedere cosa ricorda di quel campionato lontano con la maglia bluceleste che gli spalancò le porte della vecchia signora del calcio nazionale.
A.B.
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