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Scritto Lunedì 10 febbraio 2020 alle 13:54

Colico: 58enne di nuovo arrestato con l'accusa di spaccio di coca

Nuovo arresto per droga a Colico. Le manette sono scattate ai polsi di Giuseppe R., già noto alle forze dell’ordine per un obbligo di firma disposto circa un mese fa dal Tribunale di Sondrio, sempre per possesso di stupefacenti.
L'uomo stato trovato in possesso di circa 37 grammi di cocaina nel corso di una perquisizione avvenuta ad opera dei Carabinieri sabato pomeriggio, mentre percorreva via Padania. La "polvere bianca" era contenuta in sacchetti di cellophane e conservata in rullini fotografici e calzini, trovati nella tasca della giacca e nel cavallo dei pantaloni del soggetto.
Sempre negli indumenti del 58enne sono stati rinvenuti 175€ in contanti, facendo pensare ai militari, sebbene il fermato avesse dichiarato essere per uso personale, che la droga fosse destinata ad essere commercializzata. Giunti presso l’abitazione dell’uomo sono stati rinvenuti altri contenitori (con residui di cocaina) e un bilancino di precisione, nonostante lo scorso 8 gennaio, sempre nel corso di una perquisizione per la quale si procede, come già accennato, davanti al Tribunale di Sondrio, gliene fosse stato sequestrato un altro.
Tradotto questa mattina presso il Palazzo di Giustizia di Lecco per il giudizio direttissimo, l’uomo -difeso di fiducia dall’avvocato Tiziana Bettiga- ha dichiarato al giudice Giulia Barazzetta di essere un assuntore abituale della sostanza per alleviare i dolori dovuti a seri problemi di salute. In merito al bilancino di precisione, l’imputato si è difeso dicendo che non solo viene utilizzato per pesare lo stupefacente (per controllarne il peso dopo l’acquisto) ma anche per pesare il vermifugo per i cavalli, essendo proprietario di un maneggio presso il quale si trovano circa 30 equini.
Nel chiedere la convalida dell’arresto, il Vpo Mattia Mascaro ha chiesto la misura cautelare del carcere; opponendosi alla richiesta della pubblica accusa, l’avvocato Bettiga ha sostenuto davanti al giudice che non ci fossero i presupposti per convalidare l’arresto del suo assistito e si è battuta per chiedere una misura cautelare alternativa al carcere.
Dopo una breve camera di consiglio, il giudice, nel convalidare l’arresto dell’uomo, ha disposto la misura degli arresti domiciliari con divieto -sia mediante telefono che mediante i social network- di avere contatti con soggetti al di fuori della cerchia famigliare.
Sono stati disposti due rinvii, al 10 marzo per conferimento dell’incarico per la perizia tossicologica sulla sostanza -disposta dal giudice- e uno all’11 maggio per la prosecuzione del processo.
B.F.
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