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Scritto Lunedì 10 febbraio 2020 alle 20:50

Lecco: 'odio e la violenza non hanno bandiera'. Giorno del Ricordo con pensiero a Stanzione

Giornata del Ricordo nel nome di Roberto Stanzione, quella celebrata questa sera a Lecco. Il geometra valmadrerese, tra i fondatori dell'Associazione Comunità Lecchese Esuli Giuliano-Dalmati, scomparso all'età di 89 anni nel maggio scorso è stato ricordato dal Presidente della Provincia Claudio Usuelli così come dal Sindaco Virginio Brivio che, nel proprio intervento, proponendo un vero e proprio appello alla conoscenza, ha citato la donazione effettuata da Stanzione qualche mese prima di morire, con un centinaio di documenti – tra libri, locandine e altro materiale collezionato in relazione alla tragedia vissuta in prima persona – ora a disposizione della collettività in una sezione delle civica biblioteca che – ha ammesso con franchezza il primo cittadino - “non è molto consultata, più per indifferenza che per pregiudizio”, mutuando un'espressione usata recentemente dal Capo dello Stato.

Ed un messaggio proprio di Stanzione è stato condiviso anche da Enzo Patuzzi, esule pronto ad affermare – su quel tratto di luongolago lecchese che onora i Martiri delle Foibe, al cospetto di una discreta platea composta prevalentemente da autorità, rappresentanti delle associazioni, sindaci (in particolare della Valsassina) e politici - come “l'odio e la violenza non hanno bandiera”.

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Accorato – prima del sempre toccante momento di silenzio – il messaggio del Prefetto Michele Formiglio che, personalizzando quella “drammatica vicenda umana” che ha toccato centinaia e centinai di persone, ha nominato la giovane Norma Cossetto, “studentessa istriana arrestata e seviziata, prima di essere gettata forse ancora viva in una foiba con altri prigionieri” ricordando poi gli esuli, “costretti loro malgrado a gettarsi alle spalle il passato. Noi non possiamo dimenticare e cancellare nulla. Oggi celebriamo con serenità il traguardo della riconciliazione, negato nel passato” ha detto in un altro passaggio del suo discorsi.

“Per non rendere vani i sacrifici è necessario guardare con spirito nuovo la prospettiva di pacifica convivenza tra i popoli, valorizzando quello che unisce e non ciò che divide. Dobbiamo sentire forte il dovere di trasmettere la storia, seppur a tratti terrificante affinché i giovani mantengano il ricordo rendendosi loro stessi testimoni e crescendo nel rispetto assoluto e incondizionato della dignità umana” ha rimarcato, aggiungendo: “E' una nostra responsabilità, come lo è stato per le generazioni che ci hanno preceduto, essere consapevoli degli errori del passato e impegnarci concretamente per migliorare in ogni senso la qualità della vita. Noi tutti, italiani e europei, siamo portatori di un bagaglio di valori morali, etici e culturali che siamo stati capaci di trasformare in istituzioni democratiche e regole civili che tutelano i diritti fondamentali delle persone e ne rendono possibile la convivenza e lo sviluppo in un contesto di pace e di libertà reciproche. Dobbiamo essere orgogliosi di questa inestimabile ricchezza, accrescerla e renderla sempre più capace di evolversi in armonia con gli sviluppi del contesto nazionale, europeo e internazionale nel quale ci troviamo, senza mai perdere di vista gli ideali che la sostengono”.

La serata è proseguita con la proiezioni, in Sala Ticozzi, del film Red Land (Rosso Istria) di Maximiliano Hernando Bruno.

A.M.
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